Sicilia Report
Sicilia Report
Montalto 336×280

Al Teatro Machiavelli la Sinfonia n. 45 detta degli addii di Haydn e la Sinfonia n. 25 di Mozart

Alla bacchetta Claudia Patanè, che domenica 20 ottobre dalle 18.30, darà corpo sonoro a questi straordinari capolavori proposti dal Festival Magie Barocche

CATANIA – Il Festival Internazionale del Val di Noto “Magie Barocche” in collaborazione con Teatro Machiavelli, Fondazione Lamberto Puggelli, A.P.S. Ingresso Libero, Università degli Studi di Catania, Regione Siciliana – Assessorato Turismo Sport e Spettacolo presenta:
Orchestra da Camera del Teatro Machiavelli
CLAUDIA PATANÈ, direttore
WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sinfonia n.25 in sol minore KV187

Pubblicità

JOSEPH HAYDN
Sinfonia n.45 in fa diesis minore

DOMENICA 20 OTTOBRE, ore 18.30

Il 9° Festival Internazionale del Val di Noto Magie Barocche inanella tre concerti di fila, uno di seguito all’altro, e quello di domenica 20 ottobre, secondo l’oculata programmazione artistica del presidente Prof. Antonio Marcellino, rappresenta la terza ‘giornata’ in ordine di tempo, dopo il recital del violoncellista Gleb Stepànov (giorno 18, con musiche di Bach) e la dialettica musicale fra quest’ultimo e l’Orchestra da Camera del Teatro Machiavelli (giorno 19, con musiche di Joseph Haydn e di Wolfgang Amadeus Mozart). In perfetta continuità, ma stavolta esclusivamente affidato all’organico orchestrale, senza il violoncello solista, si colloca il programma sinfonico in oggetto con musiche ancora di Haydn e di Mozart e sempre con la direzione di Claudia Patanè. Al centro dell’attenzione e in un vertiginoso crescendo, si pongono due bellissimi brani: la Sinfonia n. 45 detta degli addii di Haydn e la Sinfonia n. 25 di Mozart. La prima, nell’inusuale e insolita tonalità di fa diesis minore, è declinata nei movimenti Allegro assai, Adagio, Menuet: Allegretto e Trio, Finale: Presto – Adagio. Ad essa, e più in particolare all’ultimo movimento, è legata una vera e propria originalissima trovata, che dà alla sinfonia il suo così curioso titolo. Si deve qui citare anche l’organico, perché funzionale alla comprensione dell’ascolto: due oboi, fagotto, due corni e archi (violini primi e secondi, viola, violoncello, violone, contrabbasso). Il brano che fa di questa composizione un unicum nella storia della Sinfonia è il celeberrimo Finale. Le vicende che portarono Haydn a concepire questa ‘invenzione’ sono narrate da tutti i principali biografi del grande compositore. In sintesi, il principe Esterházy (presso cui Haydn era al servizio), particolarmente legato alla sua fastosa dimora estiva, vi trascorreva periodi sempre più lunghi e i musicisti della sua cappella erano così costretti a passare sempre più tempo lontani dalle loro famiglie. I musicisti rivolsero dunque il loro “grido di dolore” all’amatissimo maestro di cappella Haydn, che si inventò questo finale: un Presto tradizionale che sfocia in un ampio Adagio, nel quale si prescrive che tutti gli strumentisti dell’orchestra abbandonino uno dopo l’altro il loro posto (a quell’epoca, spegnendo anche la relativa candela sul leggìo; in partitura è espressamente indicato “parte”, cioè va fisicamente via). Gli ultimi ad andarsene “in sordina” (come un moderno sfumato sonoro) furono due violini, lo stesso Haydn e il Konzertmeister, l’italiano Luigi Tomasini, in una stupefacente conclusione in pianissimo (cosa estremamente rara per l’epoca). Pare che il principe, molto divertito ma anche consapevole della legittimità della ‘rivendicazione’, ordinasse l’immediato ritorno della corte in città.
Conclude la serata la Sinfonia n. 25 in sol minore K 183 di Mozart, anch’essa in quattro movimenti che, come in una staffetta, prende il testimone e lo porta ad eccelse vette con lo stile tipicamente settecentesco e il peculiare linguaggio del genio salisburghese, allora diciassettenne quando compose il suo lavoro. Sembra che il padre, Leopold, non apprezzasse molto la sinfonia, che invece è di solida impostazione e strutturalmente simile alla penultima e famosissima K 550 nella stessa tonalità.
La parola passa adesso all’orchestra e alla bacchetta di Claudia Patanè che darà corpo sonoro a questi straordinari capolavori proposti dal Festival Magie Barocche.

INGRESSI:
intero 10€
ridotto 5€ (under30/over65)

INFO E PRENOTAZIONI:
[email protected]
328 96 89 007 (h 17/20 anche WhatsApp)

Dal 4 ottobre al 30 novembre si svolge la nona edizione del Festival Internazionale del Val di Noto “Magie Barocche”. Per scoprire la stagione 2019 visitate il sito www.magiebarocche.it

È possibile acquistare biglietti e abbonamenti sia presso il Teatro Machiavelli di Palazzo San Giuliano (Piazza Università, 13) sia presso lo store on-line sul sito all’indirizzo www.magiebarocche.it/edizione-2019/info-biglietti-2019/

Il festival si svolge con i contributi del Ministero per i Beni e le Attività culturali e della Regione Siciliana-Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e con il patrocinio della Città Metropolitana di Catania, del Comune di Catania e del Cunes (Comuni Unesco Sicilia)

Teatro Machiavelli di Palazzo San Giuliano – Piazza Università, 13 – Catania

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: