Il più antico museo zoologico siciliano è pronto ad accogliere i visitatori nella sua nuova veste.
Fondato nel 1853 dal prof. Andrea Aradas nei locali del Palazzo centrale dell’Università di Catania, dal 1922 è stato trasferito nella sede attuale di via Androne 81, in un edificio in stile Liberty appositamente edificato costituito da un ampio salone a piano terra e da uno spazio al primo piano. Adesso riaprirà le porte grazie agli interventi di ammodernamento realizzati nel biennio 2020-2021 con fondi dell’Ateneo di Catania.
Da venerdì 9 luglio, infatti, il Museo di Zoologia e Casa delle Farfalle della sezione di Biologia Animale “Marcello La Greca” del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania sarà visitabile nel nuovo allestimento basato su più moderni principi della museologia zoologica: gli esemplari non sono più esposti all’interno di vetrine, ma raggruppati secondo criteri sistematici e zoogeografici e in spazi senza barriere.
Alla cerimonia di inaugurazione, in programma alle 9, interverranno il rettore Francesco Priolo, la delegata alla Terza missione Alessia Tricomi, delegata al Sistema Museale di Ateneo Germana Barone, il direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali Gian Pietro Giusso del Galdo e il responsabile della sezione di Biologia Animale Salvatore Saccone.
Il progetto verrà illustrato dagli architetti Sebastiano Pulvirenti e Barbara Carfì, mentre una breve storia del Museo di Zoologia e le sue prospettive future verrà delineata dal responsabile scientifico della struttura Giorgio Sabella e dal responsabile delle attività didattiche e divulgative della struttura museale Fabio Viglianisi.
Il museo, venerdì 9 luglio, sarà visitabile dalle 12 alle 18,30.

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Il Museo di Zoologia e Casa delle Farfalle propone, su apposite isole, specie tipiche della savana africana (leone, zebra, impala) e specie più note e spettacolari dell’ordine degli Artiodattili (cervo, daino, alce) e della Famiglia degli Ursidi (orso bianco e orso del Tibet).
Oltre a mammiferi e uccelli provenienti dall’emisfero australe, in esposizione anche esemplari appartenenti all’ordine dei Carnivori (tigre, leone, leopardo, puma) e alcuni rappresentanti della classe dei Rettili (pitone, iguana, coccodrillo). Ricostruita anche la filogenesi dei Primati e degli Ominidicon l’esposizione di esemplari in pelle, scheletri e calchi di crani.
Spettacolare l’esposizione in sospensione del cranio e di alcune vertebre di un Capodoglio e due scheletri di uccelli corridori, lo Struzzo e il Nandù, e su appositi telai di numerosi uccelli rapaci e esotici: dal maestoso Condor delle Ande, al Grifone, dai pappagalli alle paradisee. In mostra anche vari esemplari di scimmie del Vecchio e del Nuovo mondo.
Particolare rilevanza espositiva è stata riservata ai Colibrì che, con 217 esemplari, rappresentano la più ricca collezione italiana di questi piccolissimi uccelli esposti in una bacheca lunga sette metri e attorniati da numerosi esemplari di altri uccelli esotici tutti provenienti dalla storica collezione Auteri della metà del XIX secolo.
Dal punto di vista multimediale, il museo è dotato di quattro totem informativi touch-screen e di un grande monitor in cui sarà possibile seguire i documentari.
Al primo piano sarà possibile ammirare diversi esemplari dei principali phyla di invertebrati e importanti collezioni ornitologiche.

 

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