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San Gregorio, “Ferro e fuoco” compie 20anni

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SAN GREGORIO (CT) – La Compagnia “Ferro e Fuoco” di San Gregorio ha maturato due decenni di attività girando per i borghi medievali di Sicilia e oltre lo Stretto.
I festeggiamenti, organizzati dalla stessa associazione e patrocinati dal Comune di San Gregorio, si sono svolti nella sede del Centro incontri minori dove è stata allestita una mostra che ha permesso di vedere, di toccare con mano, e in qualche caso anche di provare, le armi, le armature, gli abiti e gli accessori che vengono utilizzati durante gli spettacoli e durante gli eventi di ricostruzione storica. Inoltre, i fotografi della FeC Photography, Francesco Pellegrino e Ana Duque, hanno curato una mostra fotografica con scatti realizzati durante un campo di rievocazione storica organizzato dalla Compagnia.
La mostra è stata inaugurata dal sindaco, Carmelo Corsaro, e da Antonio Vinci, fondatore e attuale segretario dell’associazione. Il primo cittadino ha espresso parole d’elogio: «per il lavoro svolto finora – ha detto -, e ha auspicato una collaborazione sempre più stretta con le associazioni del territorio che sono la linfa del tessuto sociale sangegorese».
Dello stesso tenore i commenti dell’assessore ai Servizi sociali, Seby Sgroi, che ha visitato l’evento. Prima del taglio del nastro il presidente della Compagnia, Vincenzo Scuto, ha tenuto un discorso incentrato sulla collaborazione tra tutti gli attori del panorama culturale: “Ho sempre affermato che il vero tesoro della Compagnia sono i suoi membri -, ha detto -, ma da oggi voglio aggiungere a questi anche i tanti amici che permettono di superare le difficoltà che si parano davanti durante il nostro cammino”.
A chiusura della manifestazione, nell’auditorium comunale, il maestro Giuseppe Severini ha messo in scena “Ora, Pugna et Labora”, rappresentazione, sotto forma di spettacolo, di poesia e musica, delle tre categorie principali su cui si fondava la società medievale.
Una carrellata di strumenti, costruiti da Severini stesso, e suoni sorprendenti, dai più arcaici e semplici ai più complessi ed evocativi di un’epoca che vide trasformazioni importanti e fece da base all’era moderna.
«Uno spettacolo, quello di Severini – ha concluso Vincenzo Scuto -, che è un viaggio culturale, emozionante e divertente sull’intelligenza e la creatività dell’uomo del Medioevo, un periodo storico in cui la nostra terra, la Sicilia, ha avuto un ruolo cardine, verità che oggi troppo spesso tendiamo a dimenticare».

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