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“Die Mauer – Il Cielo diviso”, a Palazzo della Cultura una mostra per ricordare i 30 anni dalla caduta del muro

Al Palazzo della Cultura, dal 29 novembre al 5 dicembre, per i 30 anni dalla caduta del muro. Ideato e organizzato da Valeria Geremia, presidente dell'associazione Sicula Butoh

CATANIA – “Die Mauer – Il Cielo diviso” è il titolo del progetto fotografico, performativo e video che il Palazzo della Cultura ospiterà dal 29 novembre al 5 dicembre, per i 30 anni dalla caduta del muro, ideato e organizzato da Valeria Geremia, presidente dell’associazione Sicula Butoh.
L’evento è stato presentato nella sala Sant’Agata del palazzo della Cultura dall’assessore Barbara Mirabella e da Valeria Geremia, coreografa e danzatrice che ha vissuto in prima persona la Berlino del muro.
La mostra presenterà, all’interno delle sale dell’ex caffè letterario, trenta fotografie provenienti dall’archivio di un’agenzia di stampa tedesca: momenti diversi vissuti sullo sfondo del muro, dagli incontri tra i politici alle manifestazioni di solidarietà, ai tentativi di fuga. L’installazione video proporrà graffiti e murales originali realizzati sul muro da vari artisti e trasferiti, dopo il 9 novembre del 1989, in gallerie e musei di tutto il mondo. Il momento performativo si articolerà in tre eventi caratterizzati da una commistione di danza, suoni e testi, che vedranno protagonisti la stessa Geremia, direttrice della sala Hernandez di Catania, e due artisti tedeschi, Natasha Arsalan e Berthold Mannheim, anche loro testimoni della Berlino del muro. Le performance, della durata di 40 minuti, si terranno il 29 e il 30 novembre con inizio alle 18.30, e l’1 dicembre alle 18. Mostra ed eventi sono a pagamento.
“E’ un progetto – ha detto l’assessore Mirabella – che con le arti performative suscita suggestioni e allo stesso tempo propone riflessioni su una pagina buia della nostra storia, che è importante, perché non si ripeta, far conoscere anche ai piccoli studenti delle nostre scuole che coinvolgeremo con gli uffici della pubblica istruzione”.
“La mia esperienza di vita – ha sottolineato Geremia – che negli anni ’80 mi ha portato, per frequentare l’accademia di danza, a vivere a Berlino prima divisa dal muro e quindi durante la caduta e dopo, mi spinge a condividere questo evento e a sensibilizzare sull’importanza di abbattere tutti i muri che ancora sorgono in Europa e nel mondo, per un auspicabile slancio verso la solidarietà e la condivisione: no more walls”.

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