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Catania
Ugl su “Recovery fund”: “La città ha bisogno di concretezza. Dimenticata la Zona industriale”

"Più che guardare avanti ci sembra di vivere un déjà-vu" sottolinea il segretario territoriale Giovanni Musumeci

CATANIA – Sulla notizia dei giorni scorsi riguardante l’invio da parte del Comune di Catania, al Governo nazionale, delle idee progettuali da realizzare con le somme del “Recovery fund”, fa sentire la sua voce la Ugl di Catania con il segretario territoriale Giovanni Musumeci. “Siamo ben felici che la Città metropolitana di Catania sia stata coinvolta, anche se con tempistiche davvero ristrette, in questa nuova tornata di finanziamenti provenienti da risorse autorizzate a livello europeo per una resilienza post pandemia. Temiamo però che questa sia una semplice riedizione del “Patto per Catania”, la cui storia travagliata dura ormai da ben 4 anni con relativa sforbiciata di fondi rispetto a quelli inizialmente destinati e soltanto meno del 20% di progetti realizzati. E non ci sembra affatto un caso che dentro quest’ennesimo calderone, sul quale nutriamo fortissimi dubbi, oltre a qualche “nuova” idea ed a proposte interessanti, ci sono anche ad esempio “vecchie conoscenze” provenienti un po’ da altre situazioni o dallo stesso “Patto” come il parcheggio interrato di piazza Verga, la monorotaia dei paesi pedemontani, la pista da 3 km dell’aeroporto e la mantellata del porto (ma non era già prevista a spese dell’Autorità di sistema portuale?).

Più che guardare avanti – sottolinea Musumeci – ci sembra di vivere un déjà-vu e non vorremmo che anche questa nobile azione si perda nei meandri della burocrazia, della lentezza della pubblica amministrazione dovuta all’esiguità del personale intero, nonché alla reale carenza di liquidità economica essendo spesso e volentieri soldi “virtuali”. Ci preoccupa, infatti, che questo possa essere l’ennesima lista dei “buoni propositi” priva della necessaria concretezza di cui al giorno d’oggi la città di Catania ed il suo territorio avrebbero assoluto bisogno. La prova lampante di ciò che sosteniamo da diverso tempo, infatti, è la Zona industriale che, in base a quanto leggiamo sulla stampa, non sembra essere stata contemplata nell’elenco dei desideri targati questa volta “Recovery fund”. Intanto, così come abbiamo potuto notare nei giorni scorsi – aggiunge il segretario – è proprio l’area produttiva, che si appresta a diventare Zona economica speciale, a reclamare interventi radicali e non soltanto opere di ordinaria manutenzione. Senza infatti una profonda sistemazione di base degli assi viari ed uno sforzo nel mantenimento del decoro, a nostro avviso, ogni lavoro collaterale potrebbe risultare vano. Auspicando quindi di poterci incontrare presto con il sindaco facente funzioni, con l’assessore delegato ed i dirigenti comunali incaricati, per conoscere meglio nel dettaglio quanto proposto in sede nazionale, chiediamo sin da ora che non solo Palazzo degli Elefanti, ma la politica tutta, di intestarsi una “battaglia per la fattività e per il lavoro”. Per Catania (e non solo) è tempo non più di sogni o di interventi a macchia di leopardo, per di più realizzati con forte ritardo, ma è il momento che le cifre economiche, le norme e le procedure siano finalmente dalla parte dello sviluppo e della rinascita.”

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