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Tribunale di sorveglianza di Catania, la richiesta dei sindacati: “Subito lavoro agile”

Una richiesta di intervento urgente a sigla Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa a tutela dei dipendenti del Tribunale di Sorveglianza di Catania e della salute pubblica

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CATANIA – A siglarla, i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa che, attraverso i segretari generali Salvatore Cubito, Armando Coco e Armando Algozzino, sottolineano “il numero eccessivo di lavoratori che prestano ancora servizio presso gli uffici” malgrado la situazione di emergenza sanitaria in atto e le restrizioni imposte dai provvedimenti governativi.
“Occorre ribadire ancora una volta – affermano i segretari, congiuntamente a Salvatore Torre, Valeria Laiacona e Maurizio Battaglia, rispettivamente responsabile del Dipartimento Funzioni Centrali Fp Cgil, segretaria territoriale Cisl Fp e coordinatore territoriale Giustizia Uilpa – che per i dipendenti del pubblico impiego, il luogo di lavoro ordinario, secondo le norme vigenti, è il proprio domicilio: straordinaria, semmai, è la presenza in ufficio, in considerazione del perdurare della pandemia Covid-19”.
“Con il decreto legge del 17 marzo 2020 – si legge nella nota dei sindacati – articolo 87 comma 1, si individua nello smart working la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni; la presenza del personale negli uffici si limita ad assicurare esclusivamente le attività indifferibili che richiedono necessariamente di essere svolte in loco”.
Le sigle sindacali sottolineano la necessità di organizzare il regime di lavoro agile attraverso le varie forme possibili, dal telelavoro all’e – learning, passando attraverso tutti gli strumenti utili a creare le condizioni affinché i dipendenti lavorino a casa, garantendo loro, anche nel caso di completa astensione dal servizio, il normale trattamento economico, senza alcuna variazione.
Nella nota congiunta, Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa chiedono dunque l’immediata applicazione delle norme vigenti : oltre alla riduzione del personale in servizio, anche la dotazione per tutti gli uffici, dei dispositivi di protezione individuale, ad oggi insufficienti.
“L’inosservanza dell’insieme delle norme a tutela della sicurezza dei lavoratori– si legge a conclusione – può avere conseguenze di tipo penale e civile, nel caso in cui si verifichino casi di contagio: ci riserviamo, pertanto, in attesa di un riscontro, di mettere in campo altre iniziative finalizzate alla salvaguardia della salute pubblica”.

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