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Fim Cisl
Stm e smart working, opportunità da cogliere per il futuro: competitività e conciliazione vita-lavoro

Occasione da sfruttare ora che, in StM, Rsu e sindacati stanno procedendo alla contrattazione aziendale. Già nel 2012, l'accordo pioniere sul lavoro mobile.

Catania, 2 ottobre 2020 – «L’impiego dello smart working nel settore metalmeccanico può rappresentare un’opportunità concreta per proiettare Catania, e la Sicilia, nel prossimo futuro, dove il lavoro cambia, rende le aziende più competitive e i lavoratori conciliano meglio il tempo vita-lavoro».

Secondo Piero Nicastro, segretario generale della Fim Cisl siciliana, lo sviluppo del settore delle produzione di alta tecnologia, come ad esempio i semiconduttori, altamente rappresentato a Catania, può ricevere nuovo impulso dalla forma di lavoro sperimentata durante l’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia da Covid19.

«Nell’ambito del settore metalmeccanico – ricorda Nicastro – la STMicroelectronics, come altre aziende multinazionali, è stata tra le prime in Sicilia ad attuare lo “smart working” al 100 per cento. Così facendo, insieme con l’applicazione del Protocollo condiviso per contrastare la diffusione del Covid-19, ha preservato la salute dei lavoratori e allo stesso tempo ha ottenuto risultati importanti in termini di produttività».

«Lo stato di emergenza ha così permesso di dare applicazione estesa all’accordo “pioniere” sul lavoro mobile siglato in STM con le organizzazioni sindacali già nel 2012 – aggiunge – e ha confermato come esso sia uno strumento utile, oltre a conciliare lavoro-vita-famiglia delle lavoratrici e dei lavoratori. Oggi, dunque, tale strumento può, e deve, far parte integrante di una nuova organizzazione del lavoro, a prescindere dallo stato emergenziale il cui prolungamento al 31 gennaio del 2021 il Governo sembra orientato a richiedere al Parlamento».

Per Nicastro «l’occasione da sfruttare è ora, che in STM, la Rsu e le Organizzazioni Sindacali stanno procedendo con la contrattazione aziendale. Bisogna dunque puntare alla conclusione della trattativa in tempi brevi con un nuovo accordo sullo smart working, individuando ruoli e figure coinvolte»

«Anche se azienda manifatturiera – spiega il segretario della Fim Cisl Sicilia – la STM ha infatti enormi potenzialità di utilizzo dello smart working. Ma allo stesso tempo non può prescindere da questo importante strumento, considerando che tutte le multinazionali si stanno organizzando per tempo, per crescere in competitività e produttività: nel territorio catanese non possiamo segnare il passo, una riduzione dell’utilizzo dello smart working non sarebbe comprensibile».

«Oltretutto – conclude Nicastro – negli ultimi giorni abbiamo assistito a una crescita esponenziale di casi di positività al Sars-Cov 2 in Sicilia, con crescita a 3 cifre in media. E il pericolo che nelle aziende possano recarsi a lavoro soggetti positivi e asintomatici è sempre presente, anche in una città come Catania. Noi dobbiamo fare di tutto per evitarlo e mantenere alto il grado di attenzione alla sicurezza dei lavoratori e delle proprie famiglie».

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