HomeEventiSindacati e violenza di genere, il 25 novembre manifestazione ad Acitrezza

Sindacati e violenza di genere, il 25 novembre manifestazione ad Acitrezza

Cgil, Cisl e Uil: «Necessaria anche una capillare azione di prevenzione e contrasto. Nonostante il Codice Rosso la protezione delle donne non è sufficiente»

Catania, 23 novembre 2021 –  Sarà un luogo segnato tristemente da un femminicidio a ospitare, giovedì 25 novembre, l’iniziativa dei Coordinamenti Donne di Cgil, Cisl e Uil di Catania per celebrare la ricorrenza della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”: l’appuntamento è alle 16.00, in piazza Vittime del Terrorismo Internazionale (lungomare Aci Trezza – Aci Castello), dove nello scorso mese di agosto venne uccisa la giovane Vanessa.

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L’iniziativa vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere, perpetrata e perpetuata nei confronti delle donne. Un fenomeno sempre più diffuso, anche nella realtà catanese, che affonda la sua origine in radicati stereotipi e prescrizioni sociali e culturali legati al genere.

 

Alla presenza delle autorità del territorio, il programma prevede la lettura di brani scelti da parte di delegate e delle responsabili dei “Coordinamenti donne, pari opportunità e politiche di genere” provinciali Giuseppina Rotella (Cgil), Lucrezia Quadronchi (Cisl) e Serena Vitale (Uil).

Porteranno una testimonianza i genitori di giovani vittime di femminicidi, Carmelo Zappalà (padre di Vanessa), Giovanna Zizzo (mamma di Laura) e Vera Squadrito (mamma di Giordana).
Concluderanno la manifestazione i segretari generali provinciali Carmelo De Caudo (Cgil), Maurizio Attanasio (Cisl) ed Enza Meli (Uil).

 

«Il contrasto alla violenza sulle donne – dicono Cgil, Cisl e Uil catanesi – ha bisogno anche di una capillare azione di prevenzione e contrasto che, come organizzazioni sindacali, ci impegniamo a compiere ogni giorno in tutti i luoghi di lavoro, nei processi aziendali, tra le nostre delegate e i nostri delegati, nei confronti delle donne e degli uomini che rappresentiamo. La lunga sequela di vite spezzate, che ci viene ricordata dalla cronaca anche recente, impone una riflessione anche sul funzionamento della legge 19 luglio 2019, n. 69 (nota come Codice Rosso). Perché se è vero che ancora tante donne non denunciano violenze e maltrattamenti, è anche vero che anche chi denuncia non è oggi sufficientemente protetta. Con questa iniziativa, dunque, vogliamo rafforzare e ribadire l’impegno comune, ed è questo che chiediamo a tutte le istituzioni, affinché si promuovano azioni di rete che sollecitino un modello culturale ispirato al rispetto della persona e della legalità».

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