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Siap Catania, il sindacato di Polizia sulla morte dei due poliziotti a Trieste: “non deve incitare a polemiche sterili”

Il Siap catanese esprime vicinanza ai colleghi deceduti e ai familiari che sono stati travolti in questi tre giorni di follia

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CATANIA – Due poliziotti uccisi e un ferito a Trieste, due feriti a Cecina per una aggressione a due operatori volante e tante tante polemiche. Il Siap catanese esprime vicinanza ai colleghi deceduti e ai familiari che sono stati travolti in questi tre giorni di follia e augura pronta guarigione ai nostri feriti, ma tutta la comunità deve ben capire e deve essere ben chiarito che polizia, carabinieri e quanti ogni giorno si prodigano a lavorare per garantire sicurezza ai cittadini, sono consapevoli dei rischi che si corrono e di ciò che in pochi secondi può accadere. Siamo preparati, siamo pieni di esperienza e siamo equipaggiati con i mezzi e gli strumenti che lo Stato ci dà in dotazione, anche se pochi e spesso in ritardo con i tempi, ma siamo persone che hanno intraprendenza e sanno autogestirsi. Purtroppo il rischio è sempre altissimo e purtroppo molti operatori impegnati in servizi di polizia, rimangono feriti anche mortalmente. Ma questo non deve incitare a polemiche sterili o pensare che la Polizia italiana sia impreparata, molte anzi tante azioni giornaliere dicono il contrario di quanto detto nei social in pochi minuti dai soliti leoni da tastiera. Sicuramente c’è sempre da migliorare e da studiare nuovi strumenti per contrastare il crimine, ma l’imprevedibilità, la fatalità è sempre in agguato. A Trieste è accaduto un episodio non prevedibile, si poteva evitare? non lo sapremo mai, ma sappiamo che l’autore è stato bloccato con due pistole in pugno dai colleghi intervenuti senza ricorrere ad estremi rimedi, segnale di preparazione e di professionalità (ricordiamo che a Genova un collega è stato protagonista di un fatto simile). Purtroppo il tragico epilogo lascia due colleghi feriti mortalmente, ma a noi poliziotti per ricordare l’estremo sacrificio, basta aver visto la tanta solidarietà e la gente che li ha onorati. Occorre comprendere da parte di tutti che l’uso delle “manette” per le forze dell’ordine non è il privare della libertà l’individuo fermato o sospettato (il fatto di accompagnarlo negli uffici è una privazione momentanea della libertà), ma una sicurezza per il cittadino a cui si volge l’indagine e per l’operatore che svolge l’accertamento, necessita un cambio di prospettiva da parte dei cittadini alle pratiche di sicurezza della polizia, ci auguriamo che i troppi incidenti diano nuovo impulso a rivedere le condizioni di “ingaggio”.
La nota pubblicata integralmente dalla redazione, in onore e per rispetto dei poliziotti caduti, che si unisce al dolore in senso di profondo cordoglio.
Sempre per rispetto non è stata messa in copertina nessuna immagine in riferimento ai fatti di cronaca (ndr).

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