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Sanità privata, Ugl regionale smentisce notizia sul rinnovo del contratto Aiop-Aris

"Accordo nazionale naufragato e scioperi programmati. Cosa ha firmato l'assessore Razza? Vogliamo chiarezza" dichiara il segretario della federazione regionale Ugl sanità Carmelo Urzì

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CATANIA – “A differenza di quanto si possa intendere dalle dichiarazioni dell’assessore regionale della Salute Ruggero Razza, non ci risulta affatto che in Sicilia sia stato firmato con i rappresentanti dei lavoratori alcun rinnovo di contratto Aiop – Aris.” Commenta così la notizia a mezzo stampa circolata ieri sera il segretario della federazione regionale Ugl sanità Carmelo Urzì, che ricorda come ancora oggi la trattativa a livello nazionale, dopo la pre-intesa, sia rimasta al palo con tanto di giornate di sciopero e protesta già programmate per le prossime settimane. “Quando vengono conclusi i contratti ed i rinnovi, solitamente, al tavolo di firma siedono le rappresentanze datoriali e quelle sindacali, ma in questo caso non mi risulta che i sindacati firmatari di contratto abbiano partecipato ad alcuna riunione. Non comprendiamo quale accordo abbia sottoscritto l’assessore, in che termini sia stato impostato e con quali risorse economiche – evidenzia Urzì.

Di certo non si tratta dell’agognato rinnovo atteso dagli operatori della sanità privata da ben 14 anni e lo diciamo per dovere di cronaca e di chiarezza, ma probabilmente di azioni di compensazione ed integrazione degli emolumenti. Per questo motivo, ci sarebbe piaciuto partecipare ad un momento di confronto, come giusto che sia e come dovrebbe e dovrà sempre essere ogni qual volta c’è di mezzo il tema dei diritti dei lavoratori. Rimaniamo quindi in attesa di poter finalmente rinnovare (a livello nazionale e poi locale) il contratto collettivo Aiop – Aris, con conseguente stanziamento delle necessarie somme da parte della Regione siciliana, e ci auguriamo che quanto accaduto ieri sia soltanto frutto di un equivoco che l’assessore Razza avrà modo di chiarire con immediatezza, sgombrando il campo da notizie infondate e coinvolgendo le sigle sindacali – conclude il sindacalista.”

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