11.9 C
Catania
domenica, Febbraio 25, 2024
spot_imgspot_img
HomeProvincePalermoPalermo: fermo cantiere raddoppio ferroviario, sindacati in stato di agitazione

Palermo: fermo cantiere raddoppio ferroviario, sindacati in stato di agitazione

'Lavoratori della Toto Costruzioni non pagati da due mesi'

I sindacati degli edili proclamano lo stato di agitazione al cantiere del raddoppio ferroviario Ogliastrillo-Castelbuono della Toto Costruzioni e annunciano una manifestazione nei prossimi giorni. E’ questa l’aria che tira sui lavori in corso per la più grande infrastruttura in provincia di Palermo. Il cantiere ha subito rallentamenti, i lavori sono fermi al 34 per cento e Rfi non ha ancora risposto alla richiesta d’incontro dei sindacati.
Oggi, la convocazione all’Ispettorato del Lavoro sulla procedura di licenziamento avviata per 6 lavoratori si è conclusa con la firma negativa del verbale da parte dei sindacati. L’azienda ha confermato di essere in grosse difficoltà di tipo economico e i sindacati, dal canto loro, hanno ribattuto che “l’opera va completata nel più breve tempo possibile e col personale adeguato”.

Pubblicità

“Siamo veramente stanchi e fortemente preoccupati, il cantiere di fatto è fermo da novembre – affermano i segretari generali di Fillea Cgil Palermo, Filca Cisl Palermo Trapani e Feneal Uil Piero Ceraulo, Francesco Danese e Pasquale De Vardo – Continuiamo a essere presi in giro dall’azienda e i lavoratori sono già in arretrato di due mensilità. Non consentiremo neanche un solo licenziamento. L’azienda valuti piuttosto possibili prepensionamenti, individuando le figure tra il personale più anziano”.

 

“Da settembre – aggiungono i sindacati – dopo continui ritardi nei pagamenti, la cassa integrazione per un centinaio di lavoratori, lo stop a causa del cedimento della montagna, che ha determinato la formazione di un fornello nella galleria, l’azienda ha continuato a ripeterci: ora ripartiamo. Ma così non è stato. Non vogliamo accettare che, come spesso accade, le opere pubbliche in Sicilia debbano fermarsi. E questo non tanto per mancanza di risorse per completarle ma perché le aziende che sbarcano nell’Isola, convinte di fare cassa, a un certo punto, inspiegabilmente, vanno incontro a problemi di natura societaria, che impattano sui cantieri”.

Fillea, Filca, Feneal lanciano un nuovo grido d’allarme: “Non accetteremo più una situazione del genere. Se serve, chiederemo anche un tavolo al governo regionale perché riteniamo che anche la Regione debba intervenire su questa materia”.

 

 

 

Copyright SICILIAREPORT.IT ©Riproduzione riservata

Clicca per una donazione

Redazione PA
Redazione PA
Redazione Palermo
Articoli correlati

Iscriviti alla newsletter

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, le novità dalla Sicilia.

Le Novità di Naos

Il mensile di cultura e attualità con articoli inediti

- Advertisment -

Naos Edizioni APS

Sicilia Report TV

Ultimissime

Dona per un'informazione libera

Scannerizza QR code

Oppure vai a questo link

Eventi

Le Rubriche di SR.it

Vedi tutti gli articoli