Catania, 16 aprile 2021 – L’accesso negato alle prestazioni o alle esenzioni sanitarie previste dalle normative vigenti per i minorati civili e le persone con handicap in alcuni distretti sanitari, le mancate risposte dai centralini del Centro Unico di prenotazione per esami o visite specialistiche non-Covid19. Fino ai “furbetti” iscritti nella categoria di vaccinazione antiCovid “Altro” o ai nuovi hub vaccinali da allestire in provincia.
È il corposo dossier sul quale la Cisl di Catania, con le federazioni Fnp Pensionati Cisl, Cisl Funzione pubblica e Cisl Medici provinciali, ha chiesto all’Asp l’urgente convocazione del Tavolo provinciale permanente per la Salute.
«Riteniamo necessario chiarire i margini delle vicende esposte – spiegano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea, con Alfio Giulio, reggente della Fnp catanese e segretario generale della Fnp Cisl siciliana, e i segretari generali provinciali Massimo De Natale (Cisl Medici)e Danilo Sottile (Cisl Fp) – e trovare soluzioni che salvaguardino il principale diritto e bene supremo della salute dei cittadini catanesi.

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«La cronaca dei giorni scorsi – aggiungono – ha dato grande evidenza all’abnorme numero di vaccinazioni etichettate sotto la categoria “Altro”. Una vicenda che soprattutto in Sicilia mostra contorni che destano perplessità dal punto di vista etico, se essa rilevasse ripercussioni negative sulle priorità fissate dal governo nazionale, per le categorie degli anziani, dei soggetti fragili e dei loro caregiver. Sul versante degli HUB per la vaccinazione, riteniamo sia indispensabile avere ufficiali e dettagliate comunicazioni, considerato che già nel primo incontro la Cisl aveva posto alcune osservazioni in merito».
«Altrettanti timori suscitano le numerose segnalazioni che arrivano ai nostri sportelli da quanti, per affrontare altre patologie non-Covid, restano nelle liste d’attesa per una visita specialistica o attendono invano una risposta dal Centro Unico per la Prenotazione per sottoporsi a un esame strumentale: non vorremmo registrare anche questi come insopportabili danni collaterali della pandemia.
«Infine, abbiamo avuto notizia che, in alcuni distretti socio sanitari della provincia, non viene applicato quanto disposto dall’art.25 comma 6-bis della legge 114/2014, ovvero che “nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura. La convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità, è di competenza dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)”».

Per Attanasio, Giulio, De Natale e Sottile, «tale mancata applicazione sta pregiudicando l’accesso dei soggetti interessati a diverse prestazioni sanitarie o alle esenzioni previste dalle normative vigenti. Anche qui riteniamo sia indispensabile assegnare eventuali deduzioni qualora si riscontrassero problemi ostativi all’applicazione della stessa normativa».
Il Tavolo della Salute la cui costituzione la Cisl invocava già dal mese di febbraio, è l’organismo che, analogamente a quanto fa a livello regionale, può monitorare, specialmente nel corso dell’emergenza legata alla pandemia da Covid19, la presenza e la qualità dei servizi necessari per affrontare le cronicità degli anziani e dei soggetti più fragili (immunodepressi, pazienti con esiti da patologie oncologiche o altre specifiche patologie), ivi compreso il piano di vaccinazione previsto.

«Per tale motivo – concludono i dirigenti sindacali della Cisl – riteniamo sia il luogo adeguato per discutere delle questioni che pone la collettività catanese. Auspichiamo che ciò avvenga al più presto».

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