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Coronavirus. A Catania “smart working” a rilento, l’allarme della Ugl etnea

“Scarsamente applicato da enti pubblici ed aziende private. Lavoratori preoccupati, chiediamo a Regione e Stato un giro di vite”

CATANIA – “Ci sono ancora troppi lavoratori in giro che, tra l’altro, operano anche in uffici affollati. A Catania solo pochi enti ed aziende hanno messo in pratica lo “smart working”, stiamo parlando di neanche il 30% delle attività presenti nel pubblico e nel privato.” A lanciare l’allarme è la Ugl etnea dopo che, questa mattina, da diversi luoghi di lavoro sono stati gli stessi rappresentanti sindacali a segnalare il mancato avvio del cosiddetto lavoro agile. “Riteniamo inaccettabile che dopo l’ultimo decreto del presidente Conte, la dichiarazione di pandemia emanata dall’Organizzazione mondiale della sanità e le ordinanze del presidente della Regione siciliana, ci siano ancora dipendenti che ancora devono recarsi a lavoro nonostante la loro mansione gli permetta di poter operare da casa – dice il segretario generale Giovanni Musumeci. Negli enti locali il dato sull’applicazione dello “smart working” si abbassa al 10% perché, purtroppo, ancora oggi ci sono dirigenti che non si prendono la responsabilità di attivarlo, nonostante l’assessore regionale della Funzione pubblica abbia già dato chiare disposizioni da diversi giorni. Vogliamo fare un plauso, invece, alle imprese che hanno subito messo in condizione i loro lavoratori di rimanere a casa pur lavorando, salvaguardandoli dal rischio potenziale di contagio in una città, come la nostra, dove i casi di positività aumentano di giorno in giorno (solo ieri 23 in più rispetto a sabato). Intanto – aggiunge Musumeci – mentre gli esperti del settore sanitario continuano a ripetere a tutti di fare in modo di evitare contatti rimanendo a casa, con rabbia dobbiamo rilevare che ci sono ancora troppi luoghi di lavoro pieni di personale, anche quando lo stesso potrebbe lavorare dal proprio domicilio. Molti lavoratori sono preoccupati e vorrebbero essere messi in condizione di poter operare da subito in “smart working”. Chiediamo, dunque, alla Regione Siciliana ed allo Stato un giro di vite più deciso, perché si mettano in atto immediatamente tutte le azioni indispensabili per svuotare gli uffici e i luoghi di lavoro, laddove è possibile, pur senza intaccarne la produttività.”
Comunicato stampa

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