Sicilia Report
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Amt e cassa integrazione, ad alcuni bonus ad altri stipendi dimezzati

Filt Cgil e Fit Cisl di Catania chiedono spiegazioni al sindaco: «Da quale articolo del CCNL e da quale contrattazione aziendale sono venuti fuori gli incentivi?»

CATANIA – «Ad alcuni incentivi e indennità da 8.000 a oltre 11.000 euro a testa, ad altri stipendi più che dimezzati a causa della cassa integrazione da emergenza Covid-191». Le segreterie territoriali di FILT CGIL e FIT CISL di Catania, sconcertate e anche un po‘ imbarazzate, chiedono al sindaco spiegazioni di quanto sta succedendo all’AMT, la partecipata del trasporto pubblico del Comune di Catania.
«È sempre più evidente che la pandemia e le misure di contenimento del contagio da covid19 adottate in tutto il mondo – dicono le segreterie Provinciali di FILT CGIL e FIT CISL – stanno provocando una profonda recessione in conseguenza del blocco di una parte importante dell’attività produttiva e la scomparsa dei redditi generati da quelle attività. A causa della crisi sanitaria e del conseguente lockdown, il 42,3% delle famiglie ha visto ridursi l’attività lavorativa e il reddito, il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l’attività, il 23,4% è finito in Cig; quasi 6 famiglie su 10 nutrono il timore di perdere il posto di lavoro».

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«Anche l’AMT ha aderito alle misure di sostegno al reddito varate dal governo nazionale. Solo che oggi ci troviamo davanti a lavoratori in CIGD con lo stipendio notevolmente dimezzato, lavoratori in smart working con lo stipendio intatto e altri con un bonus fedeltà che non si comprende né da quale CCNL né con quale forma di contrattazione aziendale e con quale organizzazione sindacale sia scaturito».

«In un momento di grave crisi economica e sociale, le segreterie provinciali di FILT CGIL e FIT CISL di Catania, consapevoli del ruolo primario svolto dal Sindaco durante questa crisi, e della conoscenza che ha della disperazione in cui versano molti cittadini catanesi, chiedono allo stesso come possa verificarsi che alcuni dipendenti della maggiore azienda partecipata del Comune di Catania percepiscano, con la retribuzione del mese di maggio 2020, ingenti risorse, da 8.000 euro a oltre 11.000 euro a testa, a fronte di un ammortizzatore sociale acceso dall’AMT per gestire la crisi; a fronte di buste paga di 250 euro per alcuni autisti, quest’ultimi presenti con il loro sacrificio anche durante la fase più dura della crisi epidemica, dovute all’applicazione della cassa integrazione; a fronte delle tante difficoltà di molti commercianti, molti dei quali impossibilitati a riaprire; a fronte delle migliaia di persone che hanno perso il lavoro e non hanno più nessun sostentamento per mantenere la propria famiglia.

«Non vogliamo che l’AMT diventi uno stipendificio – sottolineano Filt Cgil e Fit Cisl di Catania – ma un’azienda seria che possa garantire un servizio di mobilità efficiente ai cittadini, composta da centinaia di lavoratori che svolgono giornalmente con grande spirito di sacrificio il proprio lavoro, come testimonia l’ultima aggressione nei confronti di un’autista».

FILT CGIL e FIT CISL di Catania «non entrano nel merito della legittimità dell’erogazione dell’indennità, in quanto saranno altri Organi a farlo, esortano, però, il Sindaco della città di Catania a dare spiegazioni alla cittadinanza, la quale sarà chiamata nei prossimi giorni alla partecipazione di un sit-in per non far calare un velo pietoso su una vicenda che merita e grida giustizia. I lavoratori dell’AMT e i cittadini catanesi non meritano quest’umiliazione».

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