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No della Ugl all’accordo per il passaggio di 200 impiegati ex “Spaccio alimentare”, “Auchan” e “Sma” a nuova proprietà

“Elenchi modificati. Lasciati a casa lavoratori aventi diritto”

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CATANIA – No al maxi accordo per il passaggio dei dipendenti ex “Spaccio alimentare”, “Auchan”, “Sma”, ed altre realtà minori al nuovo acquirente. E’ stata secca la chiusura confermata, da parte della Ugl terziario, al piano proposto durante la trattativa regionale che si è svolta nella giornata di ieri a Palermo nella sede di Confcommercio. “Per noi la firma di quest’intesa avrebbe rivestito una particolare importanza, perché in ballo c’erano oltre 200 lavoratori, che per diversi mesi hanno trepidato in attesa di una soluzione definitiva alle difficoltà delle loro aziende. Abbiamo anche accolto con favore l’arrivo di un compratore per le decine di punti vendita dislocati nelle varie province che, in assenza di alternative, hanno rischiato seriamente di rimanere chiusi, ed abbiamo accettato anche tutte le deroghe contrattuali proposte per il bene del mantenimento dei livelli occupazionali, ma alla fine abbiamo dovuto ritenere irricevibili gli elenchi del personale prodotti dalla “Distribuzione Cambria”, semplicemente perché non corrispondevano con il reale quadro relativo alla dislocazione delle unità di personale – spiegano i rappresentanti della Ugl terziario. Di conseguenza alcuni impiegati si sono visti immotivatamente tagliati fuori dai giochi. In presenza di liste veritiere avremmo apposto senza alcun dubbio la nostra firma, ma non ci è sembrato affatto corretto avallare un verbale condito da incongruenze nelle allocazioni dei dipendenti nei vari punti vendita. Per questo motivo non esiteremo a chiedere alle istituzioni competenti la convocazione delle parti per l’immediata revisione dell’accordo al fine di tutelare tutti i lavoratori interessati. Nel contempo, manteniamo alta l’attenzione anche sulla partita che tra non molto si dovrà giocare per quanto concerne la ricollocazione degli operatori attualmente allocati nel punto vendita di “Centro Sicilia” dove hanno prestato servizio per “Distribuzione Cambria” fino alla chiusura dello stesso negozio avvenuta lo scorso maggio. Non accettiamo né eventuali tentativi di compromesso al ribasso, né revisioni improvvisate delle liste dei lavoratori perché le regole vanno rispettate a salvaguardia di tutti.”

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