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Assistenti alunni disabili: dall’8 gennaio stato di agitazione

A chiederlo sono i lavoratori aderenti alla Fisascat Cisl di Catania che denunciano il comportamento scorretto di diverse cooperative che forniscono il servizio, ma anche di Comuni o Enti committenti

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CATANIA – Rientro a scuola critico per gli alunni con disabilità: scatterà da mercoledì 8 gennaio lo stato di agitazione del personale AsaCom, che cura l’autonomia e la comunicazione, e degli operatori igienico-personale degli studenti con disabilità che svolgono il servizio per la Città Metropolitana di Catania. A chiederlo sono i lavoratori aderenti alla Fisascat Cisl di Catania che denunciano il comportamento scorretto di diverse cooperative che forniscono il servizio, ma anche di Comuni o Enti committenti, come la mancata corresponsione dello stipendio agli operatori arrivata quasi a tre mensilità, con buste paga alterate, se non falsificate da pseudo ferie godute, e diritti negati.

Il sindacato chiederà al Prefetto un incontro urgente per richiamare tutte le istituzioni coinvolte a creare un sistema che garantisca la spesa, i diritti e i salari dei lavoratori e, principalmente il servizio agli assistiti, in assenza di regole univoche di affidamento e di controllo dello stesso, e annuncia anche una giornata di sciopero, con data da stabilire, con relativo presidio sotto il palazzo della Prefettura di Catania.

«È stato passato il segno – affermano Rita Ponzo e Maurizio Attanasio, rispettivamente segretaria generale Fisascat e segretario generale della Cisl etnea – su una questione della quale abbiamo da molti mesi ormai denunciato, a tutti i livelli, le troppe anomalie. Il mancato controllo degli enti committenti, come la Città metropolitana e i Comuni, ma anche dell’Inps che, pur segnalando sull’estratto conto assicurativo di anomalie contributive, non invia alcuna ispezione per verificare le discrasie insorte nella gestione dei rapporti di lavoro. Il mancato controllo analogo dell’affidamento del servizio ha generato un vergognoso sfruttamento dei lavoratori causando il dumping salariale e, cosa ancor più grave, quello previdenziale».

«Oggi – continuano i due dirigenti sindacali – sono ancora troppe le cooperative che non applicano il contratto nazionale del settore, sottoscritto dai sindacati maggiormente comparativi, ovvero, il corrispettivo contratto chiesto e pagato dagli Enti quale servizio prestato, preferendo invece “contratti-spazzatura” che, a parità di costo orario, fanno arrivare al lavoratore somme esigue, causando un maggior profitto per i datori di lavoro e la conseguente povertà lavorativa e contributiva e che privano i lavoratori della dignità oltre che delle più basilari tutele contrattuali».

Da oltre 15 giorni, la Cisl assieme a Cgil, Uil, Ugl, Agci, Confcooperative, Legacoop, Unicoop, First e Asacom ha avanzato alla Città metropolitana di Catania, che con il Comune di Catania rappresenta gli enti con il maggior numero di rapporti contrattuali, una richiesta di confronto rimasta finora inevasa

«Il motivo della richiesta – concludono Ponzo e Attanasio – è il caos generato dall’assenza di regole ben definite. Mentre l’invio di contrastanti disposizioni avvenute in corso di prestazione del servizio ha comportato una tale confusione che ha riversato sui lavoratori le inadeguatezze e le contraddizioni del sistema, lasciando la maggior parte di questi lavoratori senza stipendi. Se non avremo risposte, vale anche per gli altri enti, sarà inevitabile proclamare lo sciopero della categoria».

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