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Tre minuti… per cambiare!

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Al teatro Nino Martoglio di Belpasso, la Brigata d’Arte Sicilia Teatro chiude il cartellone della stagione teatrale con l’opera “Tre minuti… per cambiare!” di Fi. Ra. diretta da Antonello Capodici (nella doppia veste di regista e attore), che ha visto la luce sabato 18 maggio, in replica domenica 19. Una commedia brillante intrisa di trovate da cabaret e di avanspettacolo, e dove la farsa si mischia a una satira pungente, seppur in “abiti leggeri”.
La storia si svolge interamente all’interno del caveau di una banca, dove le due ladre improvvisate, e perciò imbranate, Luisa ed Eugenia che per l’occasione si danno i nomi n°1 e n°2, riescono ad entrare per trafugarne il contenuto. Ma sono talmente tonte da non considerare che il portellone del caveau ha un timer che sta per scadere, rinchiudendole assieme alla guardia giurata e alla direttrice della banca per tre giorni…
Si dice cha saper far ridere spesso è più difficile che far piangere, e un’opera come questa di sicuro mette alla prova le capacità attoriali e registiche. Il tono farsesco siciliano, se non espresso con naturalezza e quel pizzico di ingenuità, che è l’anima del realismo non solo catanese, rischia di scivolare nel ridicolo o, peggio ancora, nel noioso. Capodici però, fa sembrare il lavoro (tanto e faticoso!) molto semplice, grazie anche alla personalità versatile del cast, che sostiene la scena senza mai far calare lo humor sarcastico, tagliente dell’azione, né l’attenzione del pubblico che si lascia andare al riso prima e alla riflessione poi.
Ladre, le talentuose Giovanna Criscuolo e Valentina Ferrante, i cui dialoghi sgangherati costituiscono la colonna comica dell’opera; guardia, Antonello Capodici, e direttrice, Claudia Sangani che torna nelle sue vesti comiche dopo l’esperienza de La Lupa, affrontano temi che vanno, come afferma lo stesso Capodici “dalla crisi delle famiglie a quella economica, dalla frattura generazionale alle contraddizioni del politically correct, dalla famiglia allargata alla lotta di classe”.
I personaggi diventano quindi, come spesso accade, i rappresentanti di una società, quella contemporanea, piena di antinomie, frutti di tornaconti egoistici, e dove il rispetto per la persona e per la vita umana cede fatalmente il posto agli interessi economici di un reality.

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