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Puma ConCet Show: quando il talento e l’originalità si incontrano

Oltre a condurre in modo corretto e pulito, Disma non resiste e si occupa del varietà: esilarante lo sketch dedicato alla poesia e alla musica, facendogli guadagnare ben cinque applausi in dieci minuti; momenti di alto teatro sia nell’emozionante lettura scenica del Canto XXVI dell’Inferno, aprendo il tema del viaggio, sia nell’interpretazione della famosa scena del balcone del Cyrano de Bergerac per aprire il tema amoroso,

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Geniale, divertente, originale ed emozionante. Trasmette una grandissima forza e il pubblico lo segue per più di due ore tra applausi e acclamazioni: questo è il Puma ConCet Show, spettacolo di concerto varietà che ha debuttato nell’arena di Dendron, a Valverde, il 9 agosto.

L’idea nasce dal vulcanico Roberto Disma, in grado di catturare l’attenzione di un pubblico vario e numeroso anche nelle vesti di conduttore, cabarettista, showman. Al suo fianco, due portenti della musica italiana: Stanislao Cassaro e Rossetti. Non è il solito concerto e nemmeno uno spettacolo di varietà: l’attenzione è concentrata alla musica dei due cantautori, sembra che Disma – o, come lo soprannominano nell’ambiente musicale, il “Puma” – sia riuscito brillantemente a mettersi al servizio della musica trovando uno spazio completamente nuovo e che, a giudicare dal riscontro del pubblico, piace molto. Dopo una doverosa introduzione di Disma, nelle vesti di conduttore con tanto di carpetta in mano, apre il concerto Stanislao Cassaro nella sua freschezza e semplicità di talentuoso ventiseienne che già può vantare la firma di Mogol in alcune sue canzoni. “Il grande sodalizio Mogol – Cassaro”, scherza Disma. La musica di Cassaro potrebbe definirsi per tutta la famiglia, e il pubblico già alla seconda canzone La mia certezza ne è talmente coinvolto da partecipare con un battimani a tempo. In uno schema che alterna i cantautori e segue un filo conduttore molto chiaro, Rossetti apre il suo repertorio con la potentissima L’America, in cui l’applauso scatta durante uno dei suoi formidabili acuti. Dolce e anticonvenzionale, Rossetti dimostra subito la sua natura toscana e la sua lunga esperienza musicale, guidando il pubblico tra un pianto di commozione per i suoi brani e una risata quando si relazione con il pubblico e con lo stesso Disma che, ovviamente, sta al gioco di uno spigliato cantautore che esordisce pregandolo di non rivelare al pubblico la sua età.

Oltre a condurre in modo corretto e pulito, Disma non resiste e si occupa del varietà: esilarante lo sketch dedicato alla poesia e alla musica, facendogli guadagnare ben cinque applausi in dieci minuti; momenti di alto teatro sia nell’emozionante lettura scenica del Canto XXVI dell’Inferno, aprendo il tema del viaggio, sia nell’interpretazione della famosa scena del balcone del Cyrano de Bergerac per aprire il tema amoroso, interpretata sull’accompagnamento di sottofondo del brano di Rossetti Piccola foglia di vento; in duetto con Stanislao Cassaro, invece, Disma canta una bellissima canzone che hanno scritto assieme. La magia del Puma ConCet Show è proprio la capacità di interazione dei tre artisti, ognuno coi propri cavalli di battaglia e una grande volontà di mettersi in gioco per realizzare qualcosa di nuovo. Una chitarra e tre voci immerse nella natura del teatro all’aperto Dendron, la cui atmosfera sa rafforzare sapientemente un prodotto di alta qualità, sono più che sufficienti per mettere in mostra un talento che è difficile da trovare in televisione o su altri canali di comunicazione di massa, dimostrando che il pubblico brama qualcosa di veramente nuovo, forte, professionale e che sappia esplodere in tutta la sua bellezza.

La bellezza di Stanislao Cassaro, grande chitarrista e abile cantautore che, sul finale, riesce persino a strappare qualche lacrima al pubblico con la sua Mezze Anime.

La bellezza di Rossetti, melodista come pochi e in grado di rendere raffinati anche versi per nulla delicati: d’altronde, il titolo del suo album è L’amore è una bicicletta con le ruote quadrate.

La bellezza di Disma, versatile come i grandi uomini di spettacolo e poco incline alle convenzioni, proprio come il suo Puma ConCet Show, nato esplicitamente per l’aggregazione e la collaborazione tra artisti – più precisamente, dedicato agli ex allievi del Centro Europeo Toscolano, la scuola di Mogol da cui provengono Disma, Cassaro e Rossetti – e che intende suscitare l’emozione del pubblico senza la competizione riscontrabile nei talent o nei festival.

In tempi così difficili per l’arte autentica, scommettere sull’originalità è un azzardo, la strada da percorrere per artisti come loro è sicuramente tortuosa, ma quando la forza di volontà prevale su compromessi commerciali che potrebbero condurre a una tanto rapida ascesa quanto a un precipitoso annullamento della personalità, la carriera è assicurata. E, quando il percorso intrapreso inizierà a raggiungere successi più elevati, sarà come un’invasione di bellezza in un panorama artistico con troppa spazzatura da rimuovere e tanto talento da scoprire. Saranno proprio questi artisti a lasciare il segno ed è inevitabile, perché se talvolta il pubblico non è in grado di riconoscere la grandezza di un artista, nel Puma ConCet Show gli spettatori sono spogli da ogni sovrastruttura, cattiveria, pregiudizio, tifoseria inutile che potrebbe offuscarne il giudizio: ed è così che tornano ad emozionarsi, riscoprirsi e applaudire il talento.

 

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