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La grande truffa dell’indipendenza siciliana e lo spettacolare Bandito Giuliano

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La Vera Storia del Bandito Giuliano è un docu-spettacolo di un certo rilievo che da’ diversi spunti di pensiero. La freschezza dei suoi interpreti, l’irruenza dei banditi, il romanticismo della sua storia d’amore ne fa sicuramente un punto di riferimento valido per un pubblico di giovani adolescenti in cerca di una mission possibile. Quello che però distingue lo spettacolo è la parte documentaristica trattata in maniera più che doviziosa da parte del suo ideatore Carmelo R. Cannavò che ne ha curato le ricerche e la drammatizzazione.

Mi è capitato di vedere l’edizione dello spettacolo di Acireale al Teatro Turi Ferro insieme ad una turbinosa scolaresca liceale: i momenti dedicati alla parte romanzata e pittoresca venivano seguiti in maniera silenziosa e attenta; i momenti dello svelamento politico della storia erano vissuti in maniera più chiassosa quasi a dimostrare: qui si parla di politica queste sono cose per adulti lasciateci giocare con i nostri smartphone. Ma poi tramite lungimiranti tecniche di videomapping la scolaresca ha assorbito pure un pezzo di giornale dell’Istituto Luce e ha conosciuto il Duce. Chissà quanti di loro l’avevano mai visto e sentito dire: “La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all’Oceano Indiano: VINCERE! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all’Italia, all’Europa, al mondo”.

Saranno rimasti folgorati da tanto ardore!

Quanto al povero eroe Giuliano vittima o carnefice di una Sicilia destinata al macello da parte dei suoi stessi politici che in accordo con i vincitori hanno giocato una falsa autonomia in luogo di una vera indipendenza, è rimasto un’icona bella, giovane e sgargiante come un James Dean destinato a tramandarsi nei secoli nella sua bianca canottiera, come i fanciulli di Wilhelm von Gloeden, detto il barone Guglielmo, quello di Taormina.

Lo spettacolo è una sferzata d’orgoglio che abbiamo stampata da qualche parte nel nostro dna per far capire un po’ a tutte le generazioni che non nasciamo sfruttati, depredati e vilipesi ma che ce lo hanno fatto credere e ce lo fanno credere ancora.

Ottimi tutti gli attori soprattutto centratissimo le fisique du role di Diego Cannavò alias Giuliano Salvatore, bandito ingenuo o abile truffatore?

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