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Al Martoglio di Belpasso la Brigata d’Arte Sicilia Teatro apre i battenti della stagione 2020 con l’Altalena

L’Altalena, o Voculanzìcula, opera celebre di Nino Martoglio diretta da Massimo Leggio e andata in scena sabato 21 e domenica 22.

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La commedia, rappresentata la prima volta centodieci anni fa, non perde la vis comica e ci racconta una Sicilia che potrebbe essere dei giorni nostri perché l’autore disegna caratteri che cavalcano il tempo. L’Altalena è la metafora di un oscillamento tra una posizione e l’altra, che seppur diverse e distanti hanno qualcosa in comune. Come nella storia di Neli (Bruno Torrisi), un buono ed onesto barbiere segretamente innamorato di Ajtina (Lucia Portale), fanciulla povera che dopo aver perso la famiglia ha la sventura di fidanzarsi con Mariddu (Massimo Leggio), il fratellastro di Neli, che la tratta come una pezza da usare alla bisogna e gettare via quando non gli serve più, e oltre a ciò si mostra spavaldamente in compagnia di un’altra fanciulla, Nunziata (Claudia Sangani) che illude per i suoi secondi fini palesando il suo più becero maschilismo. In quest’opera, tra Mariddu, fidanzato ufficiale verso cui inizialmente Ajtina sente degli obblighi che più avanti, riproposti dalla Za Sara (Carmela Buffa Calleo), rifiuta e respinge con veemenza, e Neli, l’uomo buono che la riempie di attenzioni e le palesa il suo amore, l’oscillamento di Ajtina, proprio come in un’altalena, le impedisce di occupare entrambe le posizioni, riproponendo il secolare dilemma se sposare l’uomo del dovere o quello dell’amore. Però, pur essendo un buono, Neli non è stupido e, venendo a sapere che in realtà con Mariddu non hanno alcun legame di sangue, quindi non sono nemmeno fratellastri, lo caccia via da casa sua assieme a sua madre Flavia (Matilde Masaracchio). Mariddu, colto da furore, colpisce e ferisce Ajtina e per ciò viene arrestato. Ajtina sentendosi abbandonata in tutti i modi dall’amato trova sostegno in Neli. Il carcere finisce e Mariddu torna per riprendersi Ajtina, la quale non vuole più saperne di Mariddu essendosi affezionata a Neli. Prima o poi l’altalena si deve fermare e Ajtina è chiamata a scegliere da che parte stare. Lo scontro tra i due pretendenti è inevitabile, ma alla fine Ajtina e Neli coronano il loro amore.
Ad alleggerire il trambusto di sentimenti patetici come l’indecisione, il rifiuto, la superbia, l’amore incatenato, la viltà, Martoglio inserisce nella storia i due aiutanti di bottega di Neli, Ninu e Pitirru, interpretati in modo eccellente da Miko Magistro e Pippo Barone che fungono da colonna comica dell’opera. Come dice il regista Massimo Leggio l’Altalena “è una storia d’altri tempi, una storia d’amore, di maschilismo, di inganni, di onore e disonore”, ma sono questi esilaranti personaggi che oliando gli ingranaggi di una storia che potrebbe essere una tragedia la rendono un opera ricca di humor, quasi farsesca, dimostrando che il comico e il tragico possono convivere bene.

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