Sicilia Report
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Etna e Stromboli tornano a farsi sentire insieme

L'attività dello Stromboli si è esaurita ieri stesso alle 23 circa

Palermo, 19 gen. – E’ tornato a farsi sentire questa notte, con due flussi lavici, l’Etna. Le telecamere di videosorveglianza hanno mostrato due flussi: uno verso Est, all’interno della Valle del Bove, l’altro verso Nord. Adesso la fase esplosiva è diminuita significativamente e, spiegano dall’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, c’è stato anche un rapido decremento del tremore vulcanico e del segnale infrasonico che sono tornati a livelli che hanno preceduto l’attività eruttiva.

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L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che L’analisi delle immagini delle telecamere di video-sorveglianza dell’INGV-OE mostrano che la nube vulcanica, descritta nel comunicato precedente, non è più presente in atmosfera. Al Cratere di Sud Est permangono sporadiche emissioni di cenere che sono disperse rapidamente dai venti in quota. Dall’analisi delle immagini si osserva inoltre che i flussi lavici, confinati in area sommitale, sono in raffreddamento. Da un punto di vista del tremore vulcanico, rispetto al comunicato precedente, non si notano variazioni rilevanti. L’ampiezza del tremore risulta su livelli medi, l’attività infrasonica è discreta, caratterizzata da transienti di piccola ampiezza. I dati delle reti di deformazione non mostrano variazioni significative, a meno della stazione di Cratere del Piano che in concomitanza con l’episodio di fontana di lava ha registrato una variazione di circa 1 microradiante su ambedue le componenti del sensore clinometrico.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che dall’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dell’INGV-OE si osserva che dalle 21:15 GMT circa del 18 gennaio 2021, l’attività di spattering comunicata nell’aggiornamento di attività n 5, è notevolmente diminuita per esaurirsi alle 23:00 GMT circa dello stesso giorno.
I segnali sismici sono rimasti sostanzialmente invariati.
Dall’osservazione dei parametri relativi alle deformazioni del suolo non si rilevano variazioni significative.
(Adnkronos)

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