Sicilia Report
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Coronavirus: assessore Razza difende super burocrate, “ha fatto suo dovere”

Bufera audio, Razza scrive a Speranza, "Inviare Nas per controlli su posti letto". Fava: "ministero Salute invii ispettori". Boccia: "subito accertamenti in Sicilia"

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Palermo, 21 nov. – “Se il direttore generale del mio assessorato in maniera forte ha richiamato tutti alle proprie responsabilità, penso abbia fatto il suo dovere”. A dirlo è stato l’assessore alla Salute della Regione siciliana, Ruggero Razza, incontrando i giornalisti a Catania, a proposito dell’audio, pubblicato su lasicilia.it, in cui il super burocrate Mario La Rocca invita con ‘veemenza’ i manager dell’Asp e degli ospedali a ‘caricare’ nelle piattaforme i dati relativi ai posti letto. Un audio che risale allo scorso 4 novembre alla vigilia della classificazione delle regioni.

“Abbiamo tutti una grande responsabilità – ha aggiunto l’esponente della Giunta Musumeci -, l’ho detto anche mesi fa: il sistema sanitario deve funzionare perché porta su di sé la responsabilità di garantire anche la tenuta delle attività produttive in una regione che certamente non è tra le più ricche del nostro Paese”.

“I cittadini devono avere contezza che, a differenza di quanto accaduto nel resto del Paese, nessun siciliano ha mai avuto bisogno di essere trasportato in un’altra Regione italiana”. Lo ha detto l’assessore alla Sanità della regione siciliana, Ruggero Razza, incontrando i giornalisti a Catania per fareil punto sull’emergenza Covid e sulla situazione dei posti letto nell’Isola.

“Rispetto agli indici dei posti letto, abbiamo dati che vengono certificati dal ministero, dalle nostre direzioni generali, dall’Agenas”. A dirlo è stato l’assessore alla Salute della Regione siciliana, Ruggero Razza, aggiungendo: “La gente deve sapere che al governo ci sono persone perbene, poi capisco la polemica politica e sindacale”.

“Ho chiesto al ministero, d’intesa con il presidente della Regione, di verificare i dati perché noi abbiamo il dovere di trasmettere verità ai cittadini”. A dirlo è stato l’assessore alla Salute della Regione siciliana, Ruggero Razza, incontrando i giornalisti a Catania per fare il punto sull’emergenza Covid e la situazione dei posti di terapia intensiva nell’Isola. L’esponente del Governo Musumeci ha inviato una lettera al ministro Roberto Speranza per chiedere l’avvio di ispezioni da parte dei Nas nell’Isola. “In considerazione della particolare situazione emergenziale che sta interessando l’intero territorio nazionale – si legge nella missiva -,sono a chiederle di voler disporre con la necessaria urgenza un’idonea attività ispettiva, per il tramite del Nucleo antisofisticazioni e sanità dell’Arma dei carabinieri, al dine di accertare l’esatto numero di posti letto di terapia intensiva attualmente attivi nelle strutture ospedaliere della Regione siciliana e la loro rispondenza agli impegni assunti da ciascuna azienda in sede di programmazione”.

La polemica in Sicilia nata per un audio del dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica della Regione siciliana, Mario La Rocca, pubblicato sul sito lasicilia.it. “Oggi su Cross (la piattaforma nazionale della Protezione civile, ndr) dev’essere calato tutto il primo step al 15 novembre – dice La Rocca in un messaggio vocale ai manager di Asp e ospedali dell’Isola del 4 novembre scorso -. Non sento ca…, perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede. Non è accettabile che noi si subisca ulteriori restrizioni perché c’è resistenza da parte di qualcuno ad aprire posti letto di terapia intensiva o ordinari”. “Da tre settimane – dice ancora il super burocrate – vi prego di aprire posti. Appena stasera ci chiudono, l’assessore andrà a controllare chi ha calato cosa su Gecos e Cross. Ognuno sarà responsabile di quello che subirà la Sicilia in termini di restrizioni. E’ una responsabilità che vi prego di non assumervi. Quindi la cortesia è di calare tutto lo step previsto al 15 novembre già da stamattina su Gecos perché stasera si conteranno i morti e i feriti…”. Un audio che suscita l’immediata presa di posizione del parlamentare Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, che invoca l’invio degli ispettori del ministero della Salute. “Che vuol dire? Che occorreva caricare sul sistema di tracciamento nazionale anche posti letto che non esistono – chiede Fava -? Che bisognava dare per operativi anche quelli ancora sforniti del personale medico necessario ad una terapia intensiva? Stiamo alterando la realtà per evitare di finire in zona rossa? E tutto questo sulla pelle dei siciliani?”.

Da qui la richiesta. “Chiediamo al ministero di inviare i propri ispettori in Sicilia per verificare quale sia la reale fotografia sulla capacità di tenuta del nostro sistema sanitario”, sottolinea Fava. “E’ inammissibile pensare che la salute dei siciliani sia stata oggetto di menzogne e di baratti, come purtroppo ci confermano non solo le denunzie del sindacato dei medici, ma anche i gravi casi che stanno emergendo ovunque di reparti ancora non attivati, da BarcellonaPozzo di Gotto dove i macchinari giacciono inutilizzati in una magazzino, a Petralia dove il raggiungimento degli obiettivi dichiarati non sarà possibile prima di diverse settimane – conclude ilparlamentare siciliano – o al Policlinico di Messina da cui giungono notizie allarmanti e verificate che contraddicono le rassicurazioni dell’assessore Razza”.

“I cittadini devono poter aver fiducia totale nelle istituzioni, in particolare durante una pandemia che ha messo in crisi il mondo intero. L’audio del dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana, Mario La Rocca, è grave e inaccettabile; non è possibile che ci sia qualcuno che rischia di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia. “Serve immediata chiarezza. È intollerabile provare ad aggirare i parametri sul monitoraggio dei dati covid. La differenziazione in zone non è una punizione o una pagella, ma un’assunzione comune di responsabilità; e il virus non deve essere considerato una colpa né per i territori né per i contagiati. Se ci sono criticità si interviene insieme, come è sempre avvenuto in questi mesi difficili, se mancano i medici lo si comunica e lo Stato attraverso la Protezione Civile si attiva in tempo reale, come fatto per altre Regioni, se mancano materiali o attrezzature si invia immediatamente tutto il necessario. Non si alterano i posti letto di terapia intensiva perché si fa un danno ai cittadini”, afferma. “Il Governo attraverso il Ministro Speranza si è già attivato per l’invio immediato a Palermo degli ispettori, non possiamo perdere neanche un momento e sono convinto che ci sarà la piena collaborazione della Regione. Il meccanismo messo in pratica in queste settimane e condiviso da governo, Regioni e scienziati, sta producendo i primi effetti positivi. Non possiamo vanificare tutto per l’inadeguatezza di qualcuno”, conclude Boccia.
(Adnkronos)

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