Sicilia Report
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La pittrice Lisa Barbera nata il 18 luglio: il giorno della convinzione interiore

L’artista Lisa Barbera col suo stile riconoscibile nei suoi personaggi ha dato voce all’esperienza della sua anima

I nati il 18 luglio riflettono le opinioni del gruppo a cui appartengono e molto spesso si trovano a ricoprire il ruolo di rappresentanti di ideali che condividono e che hanno plasmato. Le questioni sociali hanno assoluta priorità come i principi etici ai quali si ispira la loro azione nel mondo. Sono estremamente ricettivi e capaci di avviare grandi cambiamenti cercando di mantenere sempre saldi i legami con la famiglia, con i colleghi o con i membri della loro associazione. Quando i valori e gli obiettivi del loro gruppo entrano in conflitto con leggi della società che essi considerano ingiuste, non esitano ad attaccare per difendere il proprio gruppo da imposizioni o repressioni e in questo senso sono instancabili e coraggiosi.

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Chi è Lisa Barbera?
Sono una donna come tante altre che ha dentro sé tante altre donne insieme. Mi sento come una sorta di matriosca, dentro di me coabitano l’artista, la mamma, l’insegnante, la figlia, l’amica, la bimba che ero e che ancora non voglio abbandonare. Ma anche la donna intrigante e sicura che tante volte penso di essere. Insomma sono tutto questo e molto altro ancora stratificato negli anni, nelle persone che incontro e nelle esperienze che ho fatto che mi hanno permesso di diventare tutto ciò che sono oggi.
Da dove trae ispirazione dei suoi soggetti?
Le mie ispirazioni sono frutto di tutto ciò che è fuori e dentro me!
Dico sempre a chi mi chiede come sono nati questi personaggi: che semplicemente ho “svuotato un sacco”, che fino a 35 anni ho riempito di varie cose, tra cui cultura, curiosità, viaggi, idee, fantasia.
Per anni dunque grazie alle mie esperienze in vari campi ho riempito e riempito… e poi… è arrivato un momento in cui “il sacco andava svuotato”! Così credo sia nato il mio personaggio: Io l’ho semplicemente tirato fuori…
Se parliamo di artisti ai quali mi sono ispirata, non posso dire che ce ne sia uno in particolare, in quanto amante dell’arte, mi piacciono tantissimi artisti, e molto probabilmente, inconsciamente ho preso qualcosa da tutti. Molte persone associano i miei quadri a Picasso, senza dubbio c’è una similitudine, in alcuni tratti. Io però mi sento più vicina, artisticamente parlando a Modigliani, o a Magritte, o ancora a Miró, Renoir, Van Gogh, Marc Chagall, Kandinsky, Gauguin…

Qual è la funzione della pittura?
In generale la funzione dell’arte deve essere quella di parlare dei nostri giorni. Una sorta di testimonianza, ovviamente tutto è in base all’emotività e alla sensibilità dell’artista. Personalmente io voglio da sempre dare una funzione del tutto personale alle mie opere, e cioè creare bellezza e dare benessere a chi le guarda. Quella sensazione di sentirsi in pace con sé stessi, di sperare in un mondo migliore…
C’è una sorta di narrazione, nelle sue opere, un fil rouge che segue?
In realtà nessun fil rouge! Spesso scelgo i miei personaggi all’improvviso e senza nessi di collegamento. Unico filo conduttore molto probabilmente è il mio stato d’animo. Perché a dire di molti, le opere e soprattutto i personaggi femminili mi rispecchiano molto. Probabilmente, in maniera inconscia, io mi proietto nei miei personaggi e divento un tutt’uno con loro. Come se vivessi anche la loro vita… in questo ultimo periodo, ho provato a fare dei disegni collegati fra loro, delle storie inventate. Ma è ancora tutto da sperimentare.
I suoi sono soggetti e oggetti onirici: quanto gli studi l’hanno influenzata?
Sì è vero le mie opere sono molto immaginate, sognate e rappresentate in maniera onirica, e, come dicevo prima, il mio “tutto” ha influito a farle nascere. Soprattutto l’amore che nutro per l’arte. Ma direi che insieme agli studi che hanno dato il via, ad influenzarli davvero, sono stati i miei viaggi. Come artista surrealista io amo particolarmente Magritte. Infatti ricordo ancora, che una volta a Venezia, presso il Museo Guggenheim sono rimasta un’ora imbambolata ad ammirare una famosa opera di Magritte, e così in tantissimi altri musei.
Quali sono i pittori preferiti e perché?
Premetto che io adoro molti artisti, ma ovviamente alcuni sono decisamente i miei preferiti come: Modigliani, Chagall, Magritte, Dalì, Matisse, Bosch, Escher, Gauguin, Klimt, Mirò, Schiele, Kandinsky, Alfredo Muller, Franz Marc, Renoir, Van Gogh, Picasso, Caravaggio e Canova. Non c’è un motivo particolare, mi piacciono, mi trasmettono un’energia positiva ogni volta che vedo un’opera di questi artisti. Li sento simili alle mie corde…

 

Ha mai pensato di collaborare come artista con una terapeuta?
La mia tesi di laurea fu sull’arte terapia. E per un anno ho lavorato con una terapeuta, che mi aveva instradato in questo mondo. L’idea di collaborare dunque con un’arte terapeuta mi piace molto. Perché io credo molto nell’arte terapia, provato direttamente su di me, mi ha aiutato moltissimo in momenti tortuosi della mia vita…
Ha dei progetti, dei sogni a cui vorrebbe dare vita?
Progetti tantissimi, vorrei vivere 10 vite per poterli realizzare tutti. Perché sembra che il tempo non mi basti mai. Intanto sogno uno studio più grande: questo credo sia il sogno di tutti gli artisti…
Poi sogno di far conoscere le mie opere a tantissime persone. Ma soprattutto sogno di non perdere mai questa voglia di perdermi nella pittura. Perché è la parte di me che preferisco. Di progetti ne ho diversi, con una casa editrice e con vari amici artisti e scrittori. Infatti mi occupo anche di creare copertine e illustrare libri. Uno dei progetti che ho in mente è quello di creare un personaggio e affidarlo alla penna di alcuni amici scrittori. Ognuno di loro dovrebbe raccontare cosa percepisce, chi è questo personaggio, cosa pensa, cosa fa, come vive, e poi mettere tutti i racconti insieme: sarei curiosa di leggere i diversi mondi dove il mio personaggio ha abitato.

 

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