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I monumenti medievali della collina storica di Paternò

Sulla collina ad est della Madrice si trova la chiesa di Cristo al Monte o dei Bianchi che avevano il compito di assistere e di accompagnare i condannati a morte. Nella seconda stanza vi era la prigione per i condannati alla pena capitale cui era concesso attraverso una grata scambiare gli ultimi colloqui con i parenti, prima dell’esecuzione.

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Il nostro itinerario parte da piazza Santa Barbara, centro di Paternò. Percorrendo via Provvidenza Virgillito Bonaccorsi, raggiungiamo palazzo Moncada, dalle interessanti stratificazioni temporali e stilistiche: il pian terreno risale al periodo normanno e faceva parte della cinta muraria medievale. Si accede al centro storico attraversando la porta del Borgo o dei Porti, costruita da Ruggero I, era uno degli ingressi della città medievale. Si sale sulla collina da una scala settecentesca detta della Madrice.

Domina la collina il castello normanno costruito nel 1072-1073 dal Conte Ruggero, contemporaneamente ai castelli di Mazara, di Motta S. Anastasia e di Adrano.  Successivamente si raggiunge la chiesa Madre la cui prima edificazione su un preesistente tempio di Demetra risale al 1072 e si deve al conte Ruggero. La facciata principale era un tempo rivolta verso ovest e quindi era orientata così come la cappella del castello. Il cambiamento di facciata avvenne nel 1690. L’interno della basilica in stile romanico è a tre navate divise da un duplice colonnato. La volta centrale è a botte mentre quelle laterali sono costituite da una serie di crociere. Sul versante settentrionale della collina si erge la chiesa di santa Maria de Valle Josaphat voluta dalla contessa Adelasia, consorte del conte Ruggero, nel 1092. La chiesa si presenta con linee semplici ed impostazione schematica che riecheggiano l’atmosfera militare durante la quale fu concepita. Sulla facciata principale si apre un portale gotico fiancheggiato da due croci a rilievo simbolo dell’ordine dei cavalieri di Malta. L’interno è a navata unica interrotta da quattro nicchie laterali in cui sono collocati gli altari minori realizzati in epoca successiva; il presbiterio ha volta a crociera. Addossata alla parete d’entrata si erge, su un architrave, una cantoria. Il soffitto ligneo risale al XVI sec. Nella sagrestia un’iscrizione su una lapide bizantina, in caratteri greco arcaici riporta “Ingresso della casa di Dio”. L’acquasantiera in alabastro è del ‘400.

Sulla collina ad est della Madrice si trova la Chiesa di Cristo al Monte o dei Bianchi che avevano il compito di assistere e di accompagnare i condannati a morte. Nella seconda stanza vi era la prigione per i condannati alla pena capitale cui era concesso attraverso una grata scambiare gli ultimi colloqui con i parenti, prima dell’esecuzione. La chiesa incorpora i resti di un tempio normanno e all’interno del cortile vi sono i resti di un campanile databile al XIV sec.

Proseguendo si giunge all’ex convento di S. Francesco di Assisi, con annessa l’omonima chiesa. Il convento si sviluppò fino al 1693, anno in cui l’edificio fu danneggiato pesantemente dal terremoto. La chiesa è costruita su una preesistente di San Giorgio del 1086. È a navata unica con abside a crociera in stile gotico. Il portale di ingresso è con arco ogivale policromo. Sotto l’abside si trova la cripta dove venivano essiccati i corpi prima di essere seppelliti. Se il viaggiatore vuole proseguire la visita, sulla collina potrà vedere il Santuario della Consolazione, la chiesa cinquecentesca di San Giacomo, la chiesa seicentesca di Santa Maria delle Grazie e, sulle pendici della collina, in direzione sud potrà visitare la Chiesa normanna di San Marco e in direzione est la torre trecentesca dell’Idria o dei Falconieri.

 

Carmine Rapisarda guida turistica, socio ARGS è uno studioso di archeologia siciliana organizza il Grantour a Catania per info  320.7115715 e il sito https://www.facebook.com/grandtourXXIsecolo/

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