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Archeoclub: Riti di Pasqua a Caltanissetta e S.Cataldo

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In tutto il mondo, la maggior parte dei cristiani chiama Settimana Santa il periodo dalla Domenica delle Palme al Sabato Santo, che precede la Pasqua cioè la domenica in cui si celebra solennemente la resurrezione di Gesù Cristo Dio dalla morte di croce. La Pasqua è la massima solennità della fede cristiana e in occidente si celebra ogni anno la domenica che segue la prima luna piena di primavera (tra fine marzo e aprile). L’Archeoclub di Catania da un po di anni a Pasqua organizza durante la festività delle gite in Sicilia per far conoscere gli antichi Riti Pasquali della nostra isola.

Il Cristo Nero di Caltanissetta

A Caltanissetta i Riti Sacri durano una settimana, dalla domenica delle Palme a quella di Pasqua, ma il clou avviene il giovedì con la processione delle “Vare” e il venerdì con quella del “Cristo Nero”.  Le Vare rappresentano i Misteri della Passione e sono splendidi gruppi lignei, ordinati a scultori locali dalle famiglie che appartengono alle varie Maestranze. Il “Cristo Nero” è un crocefisso di legno antichissimo, sicuramente il simulacro più antico di Caltanissetta, protettore principale della città sino al 1625, anno in cui il titolo venne attribuito anche all’Arcangelo S. Michele, per averla salvata dalla peste.

La tradizione racconta che sia stato trovato da due Contadini dentro una grotta fra due candele accese. da allora di candele e ceri ne ha ricevuto tanti che il loro fumo lo ha persino inscurito. Cristo nero, allora è la testimonianza di secoli di profonda devozione di un’intera cittadinanza verso il proprio Signore. Il venerdì santo, il Cristo dal suo Santuario ubicato nella città vecchia, viene portato a spalla e a piedi scalzi dai “Fogliamari” (i raccoglitori di verdure selvatiche), seguiti dalla Real Maestranza al completo, dal Vescovo, e da tutto il clero.

Il Crocefisso è posto dentro un baldacchino dorato a forma di corona e il popolo che lo accompagna è in riverente silenzio. La processione attraversa lentamente le vie principali del centro storico, tra il sacro odore dell’incenso e le “Ladate” (lamentazioni bibliche espresse nel più arcaico dialetto siciliano) dai fogliamari intercalate dal grido corale: “E viva la misericordia di Dio”.

I Sanpauluna di S.Cataldo

S. Cataldo, la domenica di Pasqua è animata dalla sfilata dei Sanpauluna, undici giganti processionali di cartapesta alti tre metri, che si muovono su strutture portante indossata da “portatori” ricoperti completamente dalle lunghe vesti dei Santi, di gusto secentesco. Sono espressione di un’antica espressione processionale di origine spagnola, alla quale il popolo sancataldese è particolarmente legato. Rappresentano gli Apostoli (tra loro manca Giuda) che sfilano lungo il tratto più antico del Corso principale della città.

Accanto a loro sfilano due simulacri leggeri, portati a spalla da giovani, la Madonna e Maria Maddalena. All’altro lato del Corso, davanti la cappella del Signore Risuscitato, sosta il simulacro del Cristo Risorto e benedicente. Tutto inizia con l’avviarsi del leggero simulacro della Maddalena verso il Cristo Risorto. Dagli altoparlanti una voce fuori campo spiega che la Maddalena va da sola al sepolcro e vedendo il Cristo Risorto torna correndo da Maria e dai Discepoli per portare la bella notizia.

Ma questi sono diffidenti e solo Pietro e Giovanni si incamminano assieme a lei verso il sepolcro e constatano che veramente Cristo è risorto. Allora Maddalena torna indietro per convincere anche gli altri e la Madonna e i Discepoli la seguono tranne Tommaso, il diffidente. Lui si incammina da solo, da ultimo, e si inginocchia davanti a Gesù Risorto tra frastuono di popolo e Banda Musicale.

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