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Università: assessore Lagalla, “8 milioni per alta formazione e 7 milioni a Ersu”

I fondi sono stati resi disponibili dall'assessorato regionale all'Istruzione e formazione professionale d'intesa con quello alla Salute e con l'Osservatorio regionale per la formazione medico-specialistica

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Palermo, 14 ago. – Nell’ultima seduta di Giunta, tenutasi alla vigilia del Ferragosto, il governo Musumeci ha autorizzato la spesa di 5 milioni di euro, a favore delle Università di Catania, Messina e Palermo, destinati a contratti aggiuntivi, oltre quelli ministeriali, per le scuole di specializzazione di area medico-chirurgica. Si tratta di 43 contratti dei quali 9 assegnati a Catania, 12 a Messina e 22 a Palermo che privilegiano, in particolare, le specialità connesse all’urgenza ed emergenza sanitaria e, in relazione alla pandemia da Covid-19, quelle riguardanti le malattie infettive e le discipline epidemiologiche. I fondi sono stati resi disponibili dall’assessorato regionale all’Istruzione e formazione professionale che, d’intesa con quello alla Salute e con l’Osservatorio regionale per la formazione medico-specialistica, ha sviluppato l’analisi dei fabbisogni e redatto il piano di distribuzione che è stato trasmesso al Miur in vista delle selezioni per l’ammissione ai corsi che si svolgeranno a settembre. L’Assessorato, inoltre, ha pubblicato, a favore di tutti gli Atenei siciliani, il bando per il potenziamento dei dottorati di ricerca. Si tratta di un intervento di 3 milioni di euro che destina borse di studio aggiuntive, ciascuna del valore complessivo di circa 60mila euro e di durata triennale, ai corsi di dottorato che le Università dell’Isola hanno bandito per l’anno accademico 2020-2021.

Saranno attribuite ai singoli Atenei in proporzione al numero degli iscritti, potendo così variare da un numero massimo di oltre 15 borse per le università più grandi (Catania e Palermo) a un numero minino di qualche unità per le sedi più piccole, quali la Kore di Enna e la sede Lumsa di Palermo. La fruizione delle borse regionali comporterà anche l’obbligo di un periodo di ricerca all’estero, variabile da tre a sei mesi, per favorire i processi di internazionalizzazione degli studi. Inoltre, proprio alle soglie del Ferragosto, si è concluso l’iter amministrativo che ha autorizzato l’assessorato all’Istruzione a trasferire agli Ersu siciliani oltre 7 milioni di euro, destinati alla liquidazione dei contributi straordinari a favore degli studenti fuorisede che ne avevano fatto richiesta, a seguito di apposito bando, nella scorsa primavera e le cui graduatorie erano già disponibili a partire dalla metà dello scorso maggio. Si tratta di un intervento straordinario disposto, su iniziativa del governatore Nello Musumeci e dell’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, per compensare gli studenti siciliani fuori sede delle maggiori spese, infruttuosamente sostenute nel periodo di lockdown.

“Quanto appena esitato dopo un lungo lavoro giunto fino a ridosso del Ferragosto – dice l’assessore -, conferma il massimo impegno espresso dal governo Musumeci in tema di diritto allo studio nonostante i tempi burocratici e amministrativi abbiano talvolta costituito un ostacolo alla tempestività dell’azione di governo. Ad ogni modo, il mondo dell’istruzione rimane una priorità: con la liquidazione dei 7 milioni di euro potremo adempiere agli impegni presi nei confronti dei tanti studenti universitari che hanno subito la crisi economica causata dall’emergenza Covid-19. A ciò si aggiunge lo stanziamento delle risorse per l’alta formazione, a sostegno della valorizzazione e della crescita professionale dei nostri giovani, con particolare attenzione all’ambito sanitario”.
(Adnkronos)

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