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Seconda lezione di difesa personale femminile fisica e psicologica secondo il M° Leonardo Fichera e la psicologa Susanna Basile

il progetto è composto da sei lezioni dove alla costante presenza del Maestro Fichera e i suoi allievi si alternano l'avvocato Cettina Marcellino e la psicologa Susanna Basile. Al sindacato Ugl di Catania a cura della responsabile pari opportunità Giusy Fiumanò

Tempo di lettura: 4 minuti

Nella seconda lezione di difesa personale tenuta dal M° Leonardo Fichera, Bujinkan Shihan, l’intervento è stato supportato dalla psicologa Susanna Basile.

Alla fine dell’articolo troverete dimostrazione di alcune posizioni di difesa.

Ne parliamo con il maestro Fichera: “Tra le situazioni da sempre tenute in considerazione nello studio Strategico e Tattico delle Arti Marziali tradizionali nate sul campo di battaglia, vi sono tutte quelle in cui ci si trova ad essere attaccati da un avversario armato o meno, da dietro. L’arma impugnata dall’aggressore potrà essere di diversa foggia, da taglio o da fuoco e noi stessi potremmo ritrovarci con oggetti di uso comune in mano come ad esempio il mazzo di chiavi della nostra auto o un quotidiano appena acquistato. Il sistema Bujinkan studia queste eventualità già all’interno della progressione tecnica di base chiamata Tenchijin Ryaku no Maki, racchiudendo queste evenienze all’interno della sezione Haibu Yori. Durante la lezione teorico-pratica si è dato precedenza a tre delle più frequenti evenienze d’attacco relative, anche e soprattutto, all’argomento promosso ovverosia la difesa personale femminile. I punti chiave di una corretta difesa partono tutti da un assunto di partenza ovverosia che l’individuo correttamente allenato sviluppa la necessaria attenzione e le fondamentali contromisure per non lasciarsi cogliere impreparato da un attacco a sorpresa e se anche ciò dovesse avvenire, attraverso le capacità di adattamento sviluppate con la pratica della disciplina, saprebbe come adattarsi di conseguenza. In ultimo è necessario ricordare che, soprattutto nello studio dell’Haibu Yori è di fondamentale importanza tenere in conto che l’intento dell’avversario di limitare i movimenti potrebbe essere il preludio ad un attacco multiplo e ciò sottolinea il necessario sviluppo di uno dei tanti aspetti psicologici legati all’allenamento marziale ovvero Zanshin, lo stato di allerta”.

“E lo stato di allerta dovrebbe essere una compagine classica della donna da un punto di vista psicologico” – ha sottolineato la psicosessuologa Susanna Basile – “quando affronta luoghi dove la sua presenza non è sicura. Il problema è che a volte quei luoghi non necessariamente sono fuori casa al di là delle mura domestiche”. La psicologa ha fatto riferimento al rapporto spesso di codipendenza che le donne hanno con il proprio cosiddetto carnefice. Riconoscere uno psicopatico che potrebbe farci del male anche nel nostro attuale compagno, fidanzato o qualsiasi tipo di relazione abbiamo con queste persone non è facile, e soprattutto presuppone un discorso di coscienza e di inammissibilità sulla validità delle nostre scelte. Ha ribadito: “Sarebbe il caso di sapere quali sono i modi di riconoscere uno psicopatico e capire quali sono le motivazioni che ci legano a questo percorso, quando si ripresenta puntualmente nelle nostre scelte sentimentali. Ci sono dei parametri molto chiari che ci indicano uno stato di psicopatia, e se è vero che la donna si trova quasi sempre in uno stato di fragilità fisica rispetto ad un uomo, la sua parte intellettiva, intuitiva che è più specializzata dovrebbe considerare questi “marcatori psicologici” quali le menzogne patologiche, l’affettività plateale e priva di contenuti, la mancanza di empatia, una forma costante di noia e l’estremizzazione parossistica di sentimenti quali la gelosia o le varie dipendenze a cui è soggetto. A volte è un atteggiamento provocatorio da parte della donna che ha avuto un vissuto di abbandoni da parte dei genitori o dei partner precedenti a creare comportamenti per cui il partner psicopatico ripercorre la stessa strada di sofferenza nei confronti della vittima. Per cui la donna vittima in questione ritornerà a fare gli stessi “errori”: richiedendo dimostrazioni impossibili, o ideando dinamiche che inevitabilmente finiranno con scene di violenza. Sapersi svicolare o sapere prevenire queste tragedie annunciate è ormai necessario per una corretta evoluzione delle persone per non diventare prede dei propri impulsi e passioni”.

TAI HODOKI Prima Variante

1. aggressione
2. primo contrattacco
3. contrattacco finale

TAI HODOKI Seconda Variante

1. aggressione
2. fase iniziale
3.controllo finale

TAI HODOKI Terza Variante

1. aggressione
2. fuga
3. controllo

UKE: Antonio di Mauro, Bujinkan Shodan

TORI: Elisabetta Parisi, Bujinkan 6° Kyu

 

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