Sicilia Report
Notizie e media attraverso l'uso del fact-checking e data journalism

“La Cantata dei pastori” con l’Associazione Arte Pupi Fratelli Napoli e i Lautari

Lunedì 23 dicembre alle ore 20, nella Basilica Santa Maria del Carmine di Catania, Associazione Città Teatro presenta lo spettacolo sulla Natività

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA – Le peripezie capitate a San Giuseppe e alla Madonna durante il loro viaggio verso Betlemme, contrastato dalle potenze infernali che vogliono impedire la nascita del Verbo Incarnato, sono al centro del dramma “La Cantata dei pastori” di Andrea Perrucci (XVII secolo). La Cantata, tipico prodotto del teatro spagnoleggiante in voga in Italia a quel tempo, viene proposta lunedì 23 dicembre, alle ore 20, nella Basilica Santuario Maria del Carmine (piazza Carlo Alberto) di Catania da Associazione Città Teatro.
Un appuntamento natalizio imperdibile per tutta la famiglia, con i pupi dell’Associazione Arte Pupi Fratelli Napoli e i Lautari.
Lo spettacolo, un caleidoscopio barocco di concettismi, metafore, antitesi e ossimori, nato in ambiente colto e trasformato presto in produzione per la fruizione in un contesto popolare, vede in scena l’Associazione Arte Pupi Fratelli Napoli (parraturi Fiorenzo Napoli, Davide Napoli, Agnese Torrisi; manianti Giuseppe Napoli, Marco Napoli, Dario Napoli, Alessandro Napoli; illuminotecnica e fonica Giacomo Anastasi) e i musici I Lautari (Gionni Allegra, Salvatore Assenza, Puccio Castrogiovanni, Marco Corbino, Salvo Farruggio).
La Cantata si affermò stabilmente nel repertorio dell’Opra catanese: i pupari la sera del 24 dicembre interrompevano le puntate del ciclo e mettevano in scena il lavoro del Perrucci.
Fedele a questa tradizione è l’allestimento curato dai Fratelli Napoli che riesce a restituire l’atmosfera particolare, mista di sereno stupore ed attonita felicità che si creava nei teatri di quartiere in occasione di quella serata.
La scrittura spettacolare operata dai Napoli si snoda lungo visioni da sogno e da incubo, soglie che schiudono i recessi infernali, mutazioni di luogo a scena aperta, torrenti che si gonfiano e si placano, paradisi che si aprono raggianti di gloria, comete trascorrenti in cielo, fino al quadro finale del Presepe.
Così, confermando ancora una volta che a teatro ciò che più conta rispetto alla scrittura drammaturgica è la transcodificazione spettacolare, i pupari catanesi rendono a modo loro omaggio al Bambin Gesù.

Commenti
Loading...

Questo sito usa dei cookie tecnici necessari al corretto funzionamento del sito stesso creati direttamente dalla piattaforma. Diamo per scontato che tu sia d'accordo, ma se vuoi puoi liberamente decidere di uscire. Accetto Approfondisci