Istituto Ardizzone Gioeni

CATANIA – Prima di ogni rappresentazione di quest’ultima settimana di repliche de Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare nel chiostro neogotico dell’Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di Catania, si svolgerà un breve tour gratuitodella struttura progettata all’inizio del Novecento da Filadelfo Fichera e portata a termine dopo la sua morte dal figlio Francesco, anche lui architetto.
L’iniziativa si deve all’Associazione guide turistiche di Catania che, da oggi fino a domenica, ogni sera intorno alle 20.15 costituirà un gruppo con un numero massimo di trenta persone che abbiano acquistato il biglietto dello spettacolo.
Le prime spiegazioni saranno fornite nel giardino – al quale si accede dal cancello principale della struttura, lungo la via Etnea – sotto il busto marmoreo dedicato al creatore dell’Istituto, Tommaso Ardizzone Gioeni, che morì nel 1884 lasciando un testamento con cui destinava tutti i propri beni alla realizzazione di una struttura ‘in sollievo dei ciechi indigenti’’. il progetto venne affidato a un’autorità come Filadelfo Fichera, il quale immaginò quest’edificio splendido e che merita di essere meglio conosciuto.

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A cominciare dal chiostro che fa da sfondo allo spettacolo adattato e diretto da Giovanni Anfuso e prodotto da Buongiorno Sicilia e Vision Sicily, per proseguire con la cappella, lo scalone marmoreo che porta al piano superiore, tra magnifiche decorazioni al soffitto e lampadari d’epoca.

E, nella Presidenza, si trova la ricca collezione di stampe e di foto dedicate alle attività di formazione e di istruzione a partire dal primo decennio del Novecento, che dimostrano l’importantissimo ruolo svolto dall’Istituto in favore dei non vedenti.