Sicilia Report
Notizie e media attraverso l'uso del fact-checking e data journalism

Alkantara Night, in piazza a Zafferana il gala di presentazione dell’Alkantara Fest

Mercoledì 31 luglio in piazza Umberto Zafferana Etnea l’ultimo evento della sezione Off che precede il festival internazionale di musica folk e world organizzato dall'Associazione Darshan e diretto da Mario Gulisano, che si terrà dall’1 al 4 agosto nella frazione zafferanese di Pisano

Tempo di lettura: 3 minuti

Il folk, in quanto musica delle radici popolari, è certamente la musica che più di tutte avvicina popoli e territori seppur distanti da loro. Mercoledì 31 luglio, a partire dalle ore 21, in piazza Umberto, cuore di Zafferana Etnea, a ingresso libero, è in programma l’Alkantara night, un po’ l’evento di presentazione dell’Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione Darshan con la direzione artistica di Mario Gulisano, giunto alla XV edizione, che si terrà da giovedì 1 a domenica 4 agosto a Pisano, frazione di Zafferana Etnea.
L’Alkantara Night sarà l’evento spartiacque tra gli eventi Off e il vero e proprio Alkantara Fest che si terrà a Pisano (frazione di Zafferana Etnea) dall’1 al 4 agosto, e che quest’anno vedrà la partecipazione attiva di 15 giovani musicisti giunti in Sicilia da ogni parte del mondo per l’Ethno Sicily, il campus del circuito internazionale di Ethno World a cui ha aderito per la prima volta Alkantara Fest.
L’Alkantara Night sarà una grande serata di musica durante la quale si esibiranno gli ungheresi HolddalaNap, le australiane Red Grenadier, e le formazioni siciliane Oi Dipnoi e I Beddi. «Sarà il gran galà dell’Alkantara Fest – commenta il direttore artistico Gulisano -, una festa di presentazione dell’evento vero e proprio dei prossimi giorni che segna anche il consolidamento dei rapporti con il Comune di Zafferana e l’inserimento del festival nel programma di Etna in Scena».
Red Grenadier. Il giovane duo australiano è composto da Elly Arran e Missy Jones che propongono pezzi a cappella ma anche brani eseguiti con chitarra, violino e organetto, con un accento più o meno delicato o ritmato, a seconda dei momenti, in un repertorio che affonda le sue radici nella tradizione di Irlanda, Francia, Scandinavia e Balcani. Missy Jones alla viola e Elly Arran al violino, entrambe anche alla chitarra, propongono paesaggi sonori a cappella e armonie istintive che riescono a ipnotizzare tutto il pubblico, senza distinzione, sia quelli che amano il folk più di impatto sia gli intenditori.
HolddalaNap. La formazione: Anna Gulyás (voce, baglama), Lídia Draskóczy (violino e viola), Guszti Balogh (voce, chitarra), Ölvedi Gábor (voce, percussioni), László Szlama (voce, koboz, cetra, flauto, kaval, fischietto), Alex Torres (chitarra, baglama, cori), Árpád Vajdovich (contrabbasso, voce). Il meglio dei musicisti ungheresi lavora insieme nel modo più rassicurante in questo gruppo carismatico. Gli HolddalaNap eseguono canzoni perfettamente elaborate sulla strada che va dalla musica folk ungherese all’iberico flamenco. Ciò che è ancora più speciale è il fatto che ai loro concerti mescolano giocosità e rigore nel suonare strumenti tradizionali nel modo più sorprendente. L’album di debutto degli HolddalaNap (che si può tradurre come la luna canta il sole o la luna con il sole) è “Dandala”, pubblicato da Gryllus Kiadó, una delle migliori etichette dell’Ungheria ed è stato in gara per premio Fonogram, una sorta di Grammy ungherese, nel 2015.
Oi Dipnoi. Gli etnei Oi Dipnoi – Valerio Cairone organetto, zampogna, e voce, Marco Carnemolla basso e voce, Mario Gulisano tamburello, marranzano, cajon, dumbek e voce -, attingono profondamente dai “pozzi” della tradizione siciliana creando un nuovo suono pieno di personalità. Il repertorio è radicato nel patrimonio musicale della regione che è stato raccolto nel corso degli anni dalle comunità rimanenti di pastori e carrettieri. Ci viene presentato in una versione vivida in cui l’organetto è supportato da una forte sezione ritmica di basso e percussioni, grazie ad una fusione affascinante e leggera con elementi del jazz e folk progressivo arcaico. Il “dipnoi” è una metafora dell’attuale scena musicale siciliana: pesci preistorici / fossili viventi che si sono adattati alla sopravvivenza. Il trio, formato nel 2013, si è già esibito con successo in vari festival popolari in Italia, Francia, Ungheria, Croazia, India e Australia. Il loro album di debutto “Bastrika” è stato rilasciato nel novembre 2015 in Ungheria da NarRator Records. Il loro secondo album “Pontos” è uscito nel gennaio 2018.
I Beddi Musicanti di Sicilia. La formazione: Mimì Sterrantino (voce, chitarra acustica e battente, armonica, mandolino), Davide Urso (voce recitante, tamburi a cornice, marranzani, mandolino), Giampaolo Nunzio (voce, organetto, zampogna, friscalettu e fiati, mandolino), Pier Paolo Alberghini (contrabbasso), Alessio Carastro (batteria etnica, djambè, percussioni), Francesco Frudà (chitarra elettrica, chitarra banjo, mandolino). Da 14 anni i Beddi ripropongono la musica siciliana tradizionale e di ricerca con il chiaro intento di innovare la musica siciliana, rendendola attuale, muovendosi tra sonorità antiche e melodie moderne, per gioco e per amore della loro terra d’origine: la Sicilia. Vincitori dell’undicesima edizione del Festival della Nuova Canzone Siciliana – Premio Trinacria, organizzato da Antenna Sicilia. Nel 2016 hanno dato alla luce il loro ultimo innovativo lavoro discografico “Della rivoluzione… e di altri folklorismi”. Con questo disco è nato un suono nuovo, il Siciliy Unconventional Folk, dove il folk viene contaminato sia da musiche di altre regioni del mondo, sia con generi moderni come pop, rock, blues, country, surf, musica barocca, jazz e non solo.

Commenti
Loading...

Questo sito usa dei cookie tecnici necessari al corretto funzionamento del sito stesso creati direttamente dalla piattaforma. Diamo per scontato che tu sia d'accordo, ma se vuoi puoi liberamente decidere di uscire. Accetto Approfondisci