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Ai Benedettini “Il Muro” di Turi Zinna, dj e vj performance in forma drammaturgica

Domenica 21 luglio alle 21, nel Chiostro di Ponente del Monastero dei Benedettini

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CATANIA – Domenica 21 luglio alle 21, nel Chiostro di Ponente del Monastero dei Benedettini, andrà in scena il live & drama set di Retablo “Il Muro”, di e con Turi Zinna. L’evento – organizzato in collaborazione con Zō Centro culture contemporanee – è inserito nel calendario di eventi “Porte aperte Unict 2019 – L’Università per la città” che fino al 2 agosto propone concerti, proiezioni, spettacoli teatrali e incontri negli edifici storici dell’Università di Catania.
Il Muro, cronachetta drammatronica di una civile apartheid, è una dj e vj performance in forma drammaturgica ideata e composta da Turi Zinna, messa in ambiente sonoro da Giancarlo Trimarchi e collocata in uno stage multimediale da mammasONica.org. L’allestimento di scena è a cura di Salvo Pappalardo, la direzione tecnica di Aldo Ciulla, la regia di Federico Magnano San Lio.
Si tratta di un amalgama sperimentale dentro il quale e dal quale scaturisce uno spazio anomalo, se non irregolare, d’azione scenica: un costrutto espanso che è al tempo stesso involucro e dilatazione potenzialmente ciclopica del corpo/voce del performer. Uno spazio consustanziale in cui sono agglomerati prosodia, codici informatici, techno sperimentale, ricerca vocale, storytelling, interattività, cinema astratto delle avanguardie storiche (Man Ray, Hans Richter, Walter Ruttmann, Aldo Tambellini, Viking Eggelling) e documentari dell’Istituto Luce.
La technonovella espone l’odissea, tutta dentro la sua città, di un povero barbiere del popolare quartiere di San Berillo che – in occasione della visita di Benito Mussolini a Catania nell’agosto del 1937 – viene scambiato per un’altra persona ed è fatto oggetto delle attenzioni squadriste dei gerarchi locali. Costretto ad ingurgitare un quarto di litro di olio di ricino, tumefatto per le percosse, cerca di tornare a casa al più presto a svuotare l’intestino. Ma per impedire allo sguardo del duce lo spettacolo della miseria che offrivano i quartieri poveri della città, gli zelanti amministratori avevano tirato su delle palizzate che impedivano l’accesso e l’uscita degli abitanti meno abbienti. Il barbiere non trova un buco lungo le barricate che gli possa consentire di rientrare nel suo quartiere.
Allora è costretto a intraprendere un viaggio doloroso nella zona bene della città alla ricerca di un bagno. Finisce per defecare davanti al caffè Lorenti, il ritrovo esclusivo della borghesia egemone, che lo respinge schifandolo per non avere saputo trattenere dentro di sé la propria umiliazione. Il resto del suo viaggio prosegue fuori le mura, tra gli scogli lavici e il mare, in direzione di un’alba purificatrice.
I biglietti possono essere acquistati al botteghino nel luogo dell’evento: intero 8 euro, ridotto personale universitario 5 euro, ridotto studenti 3 euro.

Turi Zinna

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