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Giusi Liuzzo, una, nessuna e centomila

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Scrivere su una scrittrice generosa e poliedrica come Giusi Liuzzo è un’operazione complicatissima. Azzardo un’ipotesi partendo dal suo ultimo libro editato per i tipi della Carthago “Dal verde al viola. I colori di una vita”.

Dalla prefazione del libro a cura della prof.ssa Dora Marchese: “Ma come fa, dove lo trova il tempo? Chi conosce Giusi sa che per lei la parola impossibile non esiste. Il libro è il racconto delle tappe fondamentali della sua vita partendo dagli affetti familiari, fino al matrimonio ai figli e tutte le attività legate alla divulgazione dell’arte, dei viaggi e delle cose belle e brutte che ci può dare la vita. La narrazione di Giusi in questo trascorrere dalla giovinezza alla maturità, da una dimensione ad un’altra, per quanto “drammatica” nel senso etimologico greco di narrazione piena di “azione” coinvolgente e movimentata, è sempre piana, pacata, coinvolgente: scorre liscia come un ruscello chiaro che offre al nostro occhio palpiti di luce”.

Chi è Giusi Liuzzo?

È la persona che ha di fronte: sono io, una, nessuna e centomila, di matrice pirandelliana. Mi fa piacere conoscere tanto e trasmetterlo agli altri in maniera semplice e immediata. Mi occupo di tantissime cose: ho insegnato Storia dell’Arte e ho trasmesso ai miei alunni non solo i fondamenti di questa materia ma anche il metodo per studiarla. Oggi trasmetto cultura ai miei soci, da 40 anni sono il presidente dell’Archeoclub di Catania, e quando scrivo un libro o un articolo lo faccio per questo motivo per trasmettere agli altri, per condividere i saperi, più condividi e più c’è spazio per imparare altre cose da condividere. Ci riuniamo il mercoledì alle 17.00 alla Scuola Pizzigoni in via Siena, a Catania.

Raccontare sé stessi è un modo per scoprire la propria anima e non tutti hanno questo coraggio. Tu come ci sei riuscita?

Io cerco di capire me stessa per capire chi mi sta attorno. La vita mia è intensa e attiva ma sono i momenti di silenzio che mi permettono di ricaricarmi. Nella solitudine qualcosa che sento, chi mi sta accanto…ti ho fatto vedere le foto della mia grande famiglia: i miei genitori, le mie zie, i miei nonni, mio marito e mio figlio Giuseppe sono tutti con me, io li vedo come se li avessi vicino, nessuno se ne va, è un vestito vecchio che ci togliamo. Io sto qui e c’è un mondo parallelo. A qualcuno fa paura… La gente spreca tempo a raccontarsi cose inutili e passa troppo tempo a litigare per delle cretinate…

 

Tu pensi che il tuo carattere sia frutto della tua fantastica famiglia?

Non lo so io sono diversa ecco tutto. Invece di fissarmi sulle cose che mi sono successe sia belle che brutte mi sento come a teatro: prendo parte emotivamente agli avvenimenti ma so che è una finzione scenica. La guardo da spettatore niente di ciò che accade ti tocca veramente. So osservare con distacco ciò che mi accade e che mi è accaduto senza farmi sorprendere dalla rabbia, dalla frustrazione, dalla tristezza. Ho fatto un passo indietro staccandomi dal mio io di tutti i giorni e dagli accadimenti terreni lasciandomi invece avvolgere dall’amore incondizionato, che è la nostra essenza.

Quanto dei viaggi orientali che descrivi nel libro in maniera essenziale e pratica hanno influenzato il tuo modo di “essere”?

“La vita è un viaggio: viaggiare è vivere due volte”. Viaggiare e conoscere nuove realtà scopri che la vita si amplia si arricchisce di nuovi dati: emozioni, concezioni di vivere diversi e acquisisci un bagaglio che nessuno ti potrà portare via. Racconto con leggerezza i viaggi in India, Cambogia, Birmania, Cina, Giappone…ma anche Australia, Islanda, Cuba. C’è un oriente se sei a occidente ma quando arrivi in oriente il paese da cui sei partito si trova di nuovo ad oriente: la Terra è rotonda quindi le coordinate geografiche sono soltanto una convenzione. I modi di vivere della gente diversa da te quello sì che mi “tocca” e mi ha “toccato”.

Il tuo modo di vivere e scoprire nuove cose è molto glocal (è la sintesi tra globale e locale): in 40 anni hai scoperto tanti gioielli della nostra terra siciliana abbandonati e che tramite l’Archeoclub sono stati recuperati. Quali sono?

Volevamo restituire diversi siti archeologici alla comunità: le Terme Achilleane, il Palazzo Bonaiuto, le Terme della Rotonda, il Museo Diocesano, la Fontana dei Sette Canali, per la città di Catania. All’epoca non c’erano i mezzi di comunicazione che ci sono oggi, anche fare fotografie per divulgare lo stato dei beni archeologici era un’impresa; pulire i siti era un’altra impresa. Fortunatamente col tempo anche il sovrintendente si abituò alla nostra presenza: un movimento di opinione pubblica al servizio dei Beni culturali. Armata di macchina fotografica scattavo diapositive da far vedere alle riunioni ai soci e quindi allargavamo la coscienza del possedere una terra meravigliosa. Poi sono venute le gite e infine i viaggi fuori dall’Isola.

Il titolo del libro ha un suo perché a proposito dei colori: vuoi spiegarci in che senso?

Io sono una donna dal colore giallo, arancione, rosso, ora nella fase della maturità amo il viola che è il colore della spiritualità. Probabilmente da ragazza sono partita col verde che è il colore dei prati della campagna della mia infanzia…ho imparato ad usare l’energia dell’universo con il Reiki…Lo sai cos’è il Reiki?

Sono andata a cercare la definizione esatta: metodo di cura di origine giapponese, basato sulla convinzione che il corpo umano, attraverso vari livelli di attivazione e di concentrazione, possa incanalare e trasmettere l’energia cosmica, per poi utilizzarla a scopo terapeutico.

Tu Giusi Liuzzo sei il Reiki con tutta l’energia che trasporti per l’universo…

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