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Presentato il libro “Un cristiano per la città sul monte – Giorgio La Pira” di Antonino Giordano

Ieri al Museo Diocesano di Catania, un'occasione per celebrare La Pira sotto diverse sfaccettature, ma anche per avviare delle riflessioni più ampie

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CATANIA – In occasione dell’anniversario della scomparsa del grande statista e uomo politico, Giorgio La Pira, si è svolta ieri nella sede del Museo Diocesano di Catania, la presentazione del libro “Un cristiano per la città sul monte – Giorgio La Pira” di Antonino Giordano.
L’evento, organizzato dal Circolo Provinciale del MCL di Catania e dal Circolo MCL “G. La Pira” di Paternò, è stata una occasione per celebrare La Pira sotto diverse sfaccettature, ma anche per avviare delle riflessioni più ampie su temi, seppur lontani a livello temporale dagli anni in cui visse il grande uomo politico, e non solo, che risultano essere ancora attuali e necessari «a distanza di tanti anni il pensiero di La Pira è attualissimo perché cercava la pace tra i popoli, cercava di aiutare le persone in difficoltà e gli ultimi della società, difatti quando morì a Firenze lo chiamarono il Sindaco santo, ed era giusto che noi, come Movimento Cristiano Lavoratori, lo ricordassimo con l’incontro di oggi» a sottolineato nei saluti Piergiuseppe De Luca, Presidente provinciale di MCL Catania. Moderati dal giornalista Salvo Fallica, si sono succeduti i diversi interventi.

Ad offrire uno sguardo sulla valenza etico-sociale, antropologica, e psicologica della personalità di La Pira è stato Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Vice Presidente della C.E.I. che ha sottolineato «nel libro emergono tutte le grandi tematiche che La Pira ha avuto a cuore e per le quali si è battuto e fa emergere soprattutto il suo carattere: da una parte profetico-apocalittico, come visionario di realtà che erano totalmente assenti come la pace nel mediterraneo, l’unione dei popoli, e, in tempi di guerra fredda, il tentativo di mettere insieme Stati Uniti e Unione Sovietica; dall’altra parte pratico, perché aveva idee concrete sulla città, sul lavoro, sulla casa, per cui si batteva concretamente sul piano economico e amministrativo per dare soluzioni concrete».

Agatino Cariola, Docente di Diritto Costituzionale dell’Università degli Studi di Catania, ha fatto emergere elementi di politica sociale portati avanti da La Pira e che poi sono entrati nella Costituzione Italiana «La Pira è stata una personalità assolutamente politica, è stato un uomo capace di intrecciare reti con quelli che allora erano i nemici dell’occidente della Chiesa, un uomo protagonista della pace. Quando penso a La Pira penso spesso alla colomba che Noè lanciò dall’arca per vedere se il diluvio era finito e la colomba da allora è diventato il simbolo della pace, La Pira non si stancava a volare da una parte all’altra del mondo a gettare semi di pace».

Antonino Giordano, autore del libro, ha spiegato che «il libro è impostato con dialoghi in presa diretta, quindi con persone che lo hanno conosciuto, che ne hanno apprezzato le qualità, non solo i grandi della terra ma anche persone comuni. Questo lavoro mi ha messo talmente in relazione con Giorgio La Pira che è diventato il mio punto di riferimento costante, perché penso che bisogna tornare ai valori del professore, e se qui in Sicilia riusciremo a unire, non solo i valori del professore La Pira, ma anche a quelli di Don Sturzo credo che qualcosa di buono potrebbe venir fuori».

Le conclusioni sono state affidate a Fortunato Romano, Presidente Regionale di MCL che ha sottolineato «La Pira è una figura che ci sta particolarmente a cuore, si è avuto modo in questo incontro di approfondirne due aspetti, la spiritualità da un lato che ha caratterizzato tutta la sua vita nell’azione sia sociale che politica, e la capacità di amministrare; in una stagione come questa la figura di La Pira può essere un esempio, i Sindaci sono caricati di grande responsabilità nel vuoto assoluto della politica, tutto arriva a loro, e sono loro che devono rappresentare un punto di riferimento di una serie di problemi e provare ad affrontarli. La figura di La Pira in qualche modo caratterizza questa nostra idea di città, una città che deve essere costruita intorno all’uomo, con le sue esigenze, la famiglia, con la comunità e non una città che soffoca le libertà e la capacità di esprimersi».

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