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Il Mistero indefinibile e ineffabile dei Demoni D’Amore di Annarita Schiavone

Quel tempo in cui si intravedevano raggi e sprazzi d’azzurro in fondo; quando quei pezzi di cielo lasciavano che fede e speranza ci introducessero al Mistero, al Daimon, alla Luce Guida…

Tempo di lettura: 5 minuti

Chi è Annarita Schiavone?

Che domanda difficile! Annarita non è, nel senso che non posso definirmi se non nell’istante presente a partire dalla radice profonda del passato che è in me. E allora posso raccontarti che sono nata a Napoli il 30 settembre 1971 da genitori pugliesi, nati e vissuti in uno dei borghi più belli d’Italia, nati a Bovino, nel Sub Appennino Dauno per la precisione. Posso dirti che ho un fratello e una sorella, insomma una famiglia normale, come ce ne potrebbero essere tante, dalla quale però ho ricevuto importanti insegnamenti. Ebbene sì, perchè abitano in me gli occhi coraggiosi di mia madre, il sorriso lucido e trasparente di mio padre e la determinazione delle mie nonne. Su quelle colline, in quel paese, Bovino appunto è nata la mia essenza, e forse anche quello che sono veramente. Le città in cui ho vissuto, gli studi che ho conseguito hanno fatto il resto, come una cornice, fino al momento in cui sono diventata madre. Ebbene sono anche madre di quattro ragazze, Letizia, Giulia, Alessandra e Ludovica, con le quali vivo a Milano. A Milano sono una prof di lingua e letteratura francese in un liceo. Cosa sono ancora…mmmmm…ah sì…sono anche una scrittrice, qualcuno dice che io sia una specie di poetessa, innamorata dei segni, dell’inchiostro e delle parole!

Perché scrive libri, saggi, poesie?

Vedo che le domande si complicano! Di notte, quando scrivo, mi pongo spesso questa domanda, Perchè? Perchè mentre dormo sogno quello che devo scrivere e avverto il bisogno quasi fisico, impellente, di mettere in fila le parole. Scrivere poesie per dare senso alla realtà e capirne a volte I messaggi sommersi, per dirla alla maniera di Baudelaire. Scrivere racconti per penetrare nel senso delle cose e ampliare gli spazi interni della coscienza, propria e altrui, troppo spesso addormentata. Scrivere per conquistare un dato reale e avere il piacere di trasformarlo in una parola, in una assonanza, oppure in una immagine surreale. Scrivere per creare una suggestione interna il cui riverbero possa illuminare certe giornate buie.

Scegliamo una di poesia da Demoni d’Amore pubblicato per i tipi della Carthago Edizioni

Verità è fuoco/La verità è fuoco che arde/Sotto la cenere della tua bocca/E dentro le pieghe della mia anima/La verità è la notte consumata/Nel respiro stanco/Di chi ha già sofferto abbastanza/La verità urla/Nella tempesta quieta dei giorni/La verità è ferita menzognera/Di chi non sa perdonare.

Scrivere è una forma di autoterapia?

Beh, direi di sì. Ma non è sempre così. Lo scrittore a volte soffre della ”sindrome da autoterapia” e devo dire che a volte questo atteggiamento coinvolge anche me. La mia silloge poetica Demoni d’Amore ne è un esempio. Mi trovavo in un periodo particolare della mia vita, complicato e nuovo per me. Ebbene la scrittura mi ha traghettata nella nuova realtà che stavo vivendo aiutandomi a razionalizzare e ad archiviare. Ma anche e soprattutto ad apprezzare sensazioni e sentimenti nuovi. A ritrovare appunto quel DAIMON interno, la luce guida, che ci accompagna e che, prima o poi viene fuori prepotentemente.

Qual è la sua mission?

Credo di essere nata con la penna in mano, scrivo e leggo dall’età di quattro anni. I segni mi hanno affascinata, sempre. Penso proprio che la mia mission sia quella di scoprire cosa ci sia oltre il segno visibile, cosa si nasconde sotto l’inchiostro. A volte immagino me stessa scavare nelle parole,  grattare quasi quella macchia di inchiostro e andare sotto la parola. Perchè sotto le parole c’è un mondo, c’è un altrove che parla e che mi parla…e io quell’ altrove lo ascolto e mentre lo ascolto…SCRIVO.

Ne scegliamo un’altra di poesia

Prendimi il cuore/e mettilo in una gabbia d’avorio/li abitano le tigri/e i fenicotteri rosa/scorrono fiumi di miele/e datteri scuri/cresce feconda la spiga/rinnegando l’attesa di un giorno nuovo/lì abiti tu/crogiolando il tempo e lo spazio/prefiguri eterne attese.

Che cos’è la letteratura?

Potrei citare il saggio di Sartre ” Qu’est- ce que la littérature” per iniziare e porre l’attenzione sul concetto di dialogo tra scrittore e lettore in un dato momento storico. La letteratura però per me, non è solo una forma di comunicazione. È anche e soprattutto una forma di scoperta e di esplorazione, quasi un atto carnale in cui l’HOMME DE LETTRE incide sul foglio bianco il suo mondo. Pongo infatti l’attenzione sulla traduzione letterale dell’espressione HOMME DE LETTRE: UOMO DI LETTERA…uomo che appartiene alle lettere e tramuta il significante in significato concedendosi anche la libertà di trasformalo.

Chi sono i suoi lettori?

È una domanda a trabocchetto?? (Ride) Non ho un target preciso, io scrivo per tutti. Scrivo per le mie figlie, per l’uomo della mia vita, per gli amici. E scrivo per tutti coloro che avranno il piacere di incuriosirsi al di là delle parole. Scrivo per chi si sente un po’ poeta dentro e ha il coraggio dei sogni.

Crede nell’immortalità della parola?

Ovviamente sì. L’arte perenne e immortale di proustiana memoria esiste. Le parole son cose, esistono, respirano, esalano ricordi, sapori, odori. Pensiamo ai manoscritti medioevali, ai milioni di libri conservati nelle miriadi di biblioteche sparse per il mondo. Pensiamoci e pensiamo a tutte le parole incise, disegnate, stampate da pazientissimi editori che hanno creduto nell’immortalità della parola umana e nel raccoglierla fermando il tempo. Pensiamoci…è lì, in quel pensiero che esiste la risposta!

Come finirà con “l’ignoranza dei social

I social, a mio parere, non sono uno strumento ignorante. Piuttosto è ignorante l’uso che se ne fa. Finirà che ad un certo punto imploderà tutto e finalmente torneremo a scrivere lettere d’amore. Io sarò lì, in quel momento, a godermi lo spettacolo e a scrivere…scrivere…scrivere…magari con penna e calamaio perchè per me l’inchiostro è vita!

Qualche desiderio da soddisfare?

Che le mie poesie  possano servire senza indugio a tutte le donne, e speriamo anche agli uomini, che vogliono liberare i loro Demoni D’Amore, magari lasciandosi dei bigliettini sparpagliati qua e là…

E poi  ne scegliamo un’altra ancora di poesia

Fata/se di strega è il mio sentire/quella notte divenni fata/ventre fecondo di vita/ti dissi sì/senza indugio/e senza paure/questa notte/brilleranno mille lune/e stordita/dimenticherò/per sempre.

 

 

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