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Algra Editore nasce da un “sogno realizzato” Ne parliamo con il suo creatore Alfio Grasso

Interrogato a proposito di ebook: Io sono un romantico nel senso più stretto del termine e per me il libro stampato è un cofanetto di sogni, emozioni, speranze...

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Come nasce Algra Editore?

 Algra Editore nasce da un sogno, il mio. Nell’ormai lontano 2000 mi affacciai per la prima volta nel mondo dell’editoria come autore, pubblicando il mio primo libro e realizzando quello che per me, allora ventenne, era il più grande desiderio. Cominciai ad approfondire la mia conoscenza di questo straordinario settore imprenditoriale e mi resi subito conto di quanto fosse affascinante. Compresi di avere un sogno ancora più grande, ossia quello di realizzare i sogni degli altri. Così, mentre ancora completavo gli studi, pur continuando a pubblicare i miei lavori, chiesi al mio editore di collaborare con lui. Cominciò in questo modo una lunga e importantissima gavetta che mi portò, non soltanto a lavorare a tempo pieno per la casa editrice, ma soprattutto a imparare l’importanza di ogni ruolo al suo interno. Poi, dopo tanti anni di lavoro presso l’editore, dove imparai letteralmente il mestiere, si fece forte in me il desiderio di muovere i miei primi passi da solo, di prendere le mie scelte, di correre i miei rischi, di avere una personale produzione alla quale dare un’impronta che fosse mia. Insomma, maturò in me il desiderio di avere un mio marchio editoriale. Così, nel giugno del 2013 mi licenziai e, immediatamente, fondai Algra Editore.

Qual è la sua mission e la sua vision?

 L’editore è fondamentalmente un imprenditore che lavora nel campo della letteratura. Valuta le proposte che riceve e investe su quelle che reputa interessanti per il pubblico dei lettori. Tuttavia, il suo ruolo ha una fortissima impronta sociale che lo carica di una grande responsabilità. I libri, infatti, hanno un grande potere, cioè quello di sopravviverci, di rimanere per sempre. A volte si mantengono sempre attuali, altre vengono dimenticati per poi essere rivalutati o riscoperti dopo tanti anni, ma ci sono sempre e rimangono in eterno. Attraverso l’istruzione, e quindi la lettura, siamo stati in grado, nel corso dei secoli, di crescere come uomini, di conquistare le nostre libertà, di acquisire la consapevolezza dei nostri diritti e dei nostri doveri. Inoltre, un buon libro, che sia un saggio o un romanzo, è uno spaccato importante della realtà storica, culturale, politica del periodo in cui viene scritto. Molti degli usi, dei costumi, delle idee del passato li abbiamo appresi dalla nostra letteratura. Dunque, è vero che scrivere è un esercizio terapeutico che fa sicuramente bene a tutti, ma è altrettanto vero che la mission di ogni editore, certamente la mission di Algra Editore, non può che essere quella di selezionare quei testi che, oltre ad aiutare coloro che li hanno scritti, possono essere utili anche a coloro che li leggeranno, proiettandosi in un futuro senza orizzonte. Quanto alla vision, da buon imprenditore, è certamente quella di crescere come azienda, senza, tuttavia, venire meno all’impegno di produrre della buona letteratura.

Gli scrittori sono in prevalenza siciliani?

 Naturalmente, essendo un editore catanese, la maggior parte dei miei autori è siciliana. Tuttavia, negli ultimi anni, la percentuale degli autori, per così dire, di oltre lo stretto (e in alcuni casi di oltre i confini nazionali), è aumentata al 50%. Ciò, oltre che alla crescita del nostro marchio, è dovuto al fatto che i nostri volumi hanno una distribuzione nazionale. Inoltre, il commercio online, come tutti sappiamo, consente ormai di raggiungere ogni parte del mondo.

Quali i generi di scrittura preferiti dagli autori?

 Buona parte dei volumi che ci arrivano in lettura sono opere di narrativa, spesso si tratta di racconti lunghi o romanzi brevi. Oggi è cresciuta, in maniera particolare, l’attenzione per i gialli, ma anche il genere fantasy trova molto spazio fra gli scrittori esordienti. Le raccolte di racconti hanno conquistato un certo spazio nella produzione letteraria. Tuttavia, il genere letterario maggiormente praticato dagli autori rimane la poesia che, ahimè, risulta essere anche il genere meno letto.

Le pubblicazioni sono legate al territorio?

 Non sempre. È chiaro che per un autore ambientare il proprio romanzo nei luoghi che si vivono quotidianamente e che, quindi, si conoscono meglio è sempre un vantaggio e una garanzia. Diventa più facile immedesimarsi e fare immedesimare il lettore quando si ha una maggiore padronanza dello scenario in cui si svolge la narrazione. Ma oggi è anche più facile documentarsi su nuove ambientazioni che consentono all’autore di muoversi su un territorio molto più vasto. Altra questione è, invece, quella della saggistica che, quando non tratta argomenti di carattere generale, spesso riguarda la storia e i personaggi del nostro territorio. Io credo che sia dovere (morale e professionale) di ogni casa editrice, a prescindere dalle proprie dimensioni, riscoprire, tutelare e valorizzare il patrimonio, la storia, le tradizioni della propria terra attraverso una produzione attenta e mirata. Mi fa piacere lasciare traccia, con le mie pubblicazioni, della bellezza straordinaria che ci circonda.

Quante collane e di cosa si occupano?

Algra Editore ha come obiettivo quello di dare voce a tutte le forme di espressione artistica e intellettuale e accontentare, in questo modo, tutte le richieste che possano giungere dai lettori. Per realizzare questo progetto, sin dal suo esordio, la casa editrice ha inaugurato diverse collane, per coprire così i settori della saggistica, della narrativa, della poesia, ma anche dei libri per l’infanzia, della narrativa per ragazzi, della fumettistica, della musica, del teatro e delle tradizioni popolari. Con la nascita della casa editrice è partito il progetto “Ginestra dell’Etna”, collana di poesia diretta da Maurizio Cucchi e Antonio Di Mauro. Saggistica, narrativa e teatro, ma anche la poesia, trovano spazio nelle collane “Fiori blu”, diretta da Orazio Caruso e Maria Rita Pennisi, “Scritti” e “Tascabili”, che curo personalmente, e “Copioni”, diretta sempre da Orazio Caruso. Ai noire è dedicata la collana “Il tocco di Asfodelo”, diretta da me insieme a Maria Rita Pennisi, e la sottocollana “Scritti in giallo”. Con lo scrittore e giornalista Alfio Patti, a molti noto come l’aedo dell’Etna, abbiamo realizzato un progetto legato alla tradizione letteraria siciliana, inaugurando la collana “Saccurafa”, da lui diretta. La musica e la fumettistica sono due vere e proprie scommesse che si concretizzano, rispettivamente, nelle collane “Nota bene”, diretta dal musicista Antonio Monforte, e “La nuvola”, diretta dall’illustratore Angelo Pavone. Degni di grande attenzione sono altri due settori, quello dei libri per l’infanzia e quello della narrativa per ragazzi e del fantasy. Nascono così le collane “Il bruco”, diretta da Rossella Grasso, e “Il vortice”, diretta da Alessandra Motta. Tra i tipi dell’Algra trovano spazio anche la letteratura erotica e il mondo dei social network rispettivamente nelle collane “Lanterne rosse” e “Social”, dirette entrambe dallo scrittore Vladimir Di Prima. Di recente apertura è la nuova collana di studi storici “Clio”, diretta dalle professoresse Lina Scalisi e Pina Travagliante dell’Università degli Studi di Catania. Storia e critica del cinema, invece, le troviamo nella collana diretta da Franco La Magna, “Cinema di carta”. Di cucina e territorio si occupa la collana “AG Gourmet” diretta da Giuliana Avila Di Stefano e Antonella Guglielmino. I saggi brevi sono raccolti nella collana “Interim” diretta da Marco Iacona. Per la letteratura straniera è stata inaugurata la collana “L’Albatros” sotto la direzione della professoressa Monica Savoca, mentre alla critica poetica è dedicata la collana “L’Arco di Ulisse” diretta dal giornalista e poeta Emilio Zucchi. Ancora di poesia, storia e territorio si sono occupate, rispettivamente, le collane “Quadernetti di poesia contemporanea”, diretta da Grazia Calanna e Orazio Caruso, “Scienze Storiche e Storiografiche”, diretta da Salvo Spina, e “Viagrande”. Di prossima apertura la collana “Ex Novo” che sarà diretta da Fabrizio Grasso e Antonio Giovanni Pesce e che si occuperà di pubblicazioni scientifiche, con lo scopo di valorizzare il patrimonio filosofico e storiografico italiano. In programma anche una collana di letteratura horror e un nuovo progetto legato alla giallistica. Infine, tre importanti nomi del panorama culturale contemporaneo mi hanno già dato la loro disponibilità a collaborare con la casa editrice, mi riferisco a Giorgio Ficara per la saggistica, ad Arnaldo Colasanti per la narrativa e a Giuseppe Manfridi per il teatro. A quanto finora detto, si aggiungono le pubblicazioni con il nostro marchio editoriale “Il Soffio Edizioni”, dedicato agli scrittori esordienti. Insomma, un progetto ambizioso. Personalmente, non posso che ringraziare tutti per la straordinaria fiducia che quotidianamente mi dimostrano e per avermi dato la possibilità di pubblicare dei volumi importanti e alcune delle principali firme della letteratura italiana e non solo.

Cosa significa fare editoria oggi?

Come ebbi modo di dire qualche tempo fa, la più grande fortuna degli editori è quella di lavorare con materie prime che non si esauriranno mai, ossia i sogni, la fantasia, la curiosità. Fare l’editore oggi è difficile, ma non impossibile. Bisogna stare attenti ai continui e veloci mutamenti della realtà che ci circonda, lavorare contestualizzando il proprio lavoro, rispondere alle diverse richieste del mercato, lottare quotidianamente con la pseudo-editoria o, peggio, con gli editori improvvisati che minano la fiducia che è alla base del rapporto Autore/Editore. E poi, non bisogna dimenticare di essere un’azienda. Per quanto, il nostro, sia un lavoro dettato dalla passione, una vocazione prima ancora che una professione, non bisogna mai trascurare l’aspetto strettamente imprenditoriale del nostro mestiere. Credo che pensare di lavorare oggi come si lavorava trent’anni fa, in qualunque settore del mercato, sia assolutamente fallimentare. La tradizione è una base fondamentale per costruire un futuro in continua evoluzione. Insomma, il ruolo dell’editore è sempre lo stesso, sono i tempi che cambiano.

Cosa ne pensa dell’editoria digitale?

Io sono un romantico nel senso più stretto del termine e per me il libro stampato è un cofanetto di sogni, emozioni, speranze. Niente e nessuno potrà mai sostituirlo. Nonostante ciò, non posso ignorare l’evoluzione, il cambiamento, il quotidiano sviluppo tecnologico. Così, anche Algra Editore pubblica eBook. In linea di principio, ciò che conta è il contenuto, ma l’inchiostro, le pagine, il filo che cuce insieme i fogli saranno sempre, per me, gli eterni custodi del nostro pensiero.

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