Sicilia Report
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Confcommercio Sicilia incontra Musumeci: “ristori tempestivi e adeguati”

Roma, 18 gen. – “Grande disponibilità” del governo regionale al confronto con Confcommercio per avviare “un percorso comune che tenga conto delle esigenze della categoria rappresentata”. E’ quanto è emerso dopo l’incontro sabato, al Palazzo della Regione diCatania, tra il governatore Nello Musumeci e il presidente facente funzioni di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti. Tra i temi trattati, la defiscalizzazione e decontribuzione dei dipendenti, il riavvio della spesa dei Fondi europei per le aziende che sono ancora in attesa di ricevere i finanziamenti Ue, il pieno utilizzo delle risorse comunitarie a favore delle imprese. Manenti ha auspicato un “Piano ristori tempestivo e adeguato”, non più basato sui codici Atecoma sulle perdite di fatturato e “moratorie fiscali più ampie e più inclusive” fino all’esonero totale per le imprese più penalizzate, così come deciso nell’ultimo decreto ‘Ristori quater’ del governo durante il precedente lockdown. Confcommercio propone anche un calendario vaccinale garantito a tutti, che si basi sull’età e non più sulle categorie da vaccinare in via prioritaria. “Abbiamo chiesto – sottolinea Manenti – la necessità urgente di aprire una nuova e più concreta fase di confronto tra il governo regionale e Confcommercio Sicilia, una nuova fase da sviluppare con continuità e secondo modalità strutturate”. Il presidente Musumeci ha assicurato “massima disponibilità all’ascolto e al confronto”, a partire dal disegno di legge sul commercio varato dal governo regionale, ricordando anche gli oltre cento milioni di euro che la Regione ha messo a disposizione delle piccole e medie imprese, nello scorso mese di dicembre, insieme alle opportunità di credito offerte attraverso l’Irfis, la banca dellaRegione.

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Da parte sua, Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, in occasione dell’entrata in vigore in Sicilia della zona rossa, afferma:”Siamo già allo stremo, ci si impone ancora la zona rossa, che non solo è fortemente penalizzante, ma genera anche una profonda iniquità tra le attività commerciali perché ne chiude alcune, ma ne lascia aperte la maggior parte. Consentire l’attività di vendita nei giorni di zona rossa è certamente giusto e necessario per muovere un minimo l’economia del territorio, purché ciò intervenga in maniera equilibrata ed adeguata”. “Con profonda amarezza dovremo ricorrere nostro malgrado alla Cig per i nostri collaboratori – dice ancora Di Dio -. Non possiamo più sopravvivere dopo un anno a colpi di misure e di crisi dei consumi conseguente alla pandemia”. Per la numero uno di Confcommercio Palermo è necessaria “una revisione delle misure delle zone rosse in modo da distribuire tra tutte le aziende e i codici Ateco, nessuno escluso, gli effetti delle misure anti contagio” perché le attività considerate dai Dpcm non essenziali, spiega, sono “essenziali per l’economia. A maggior ragione per la Sicilia che vive prevalentemente di terziario”.

Ecco perché la proposta di Di Dio è quella di “una turnazione tra tutti i codici Ateco in modo da consentire un’alternanza di apertura tra tutte le attività. Perché è giusto che dopo quasi un anno dalla crisi tutti diano il proprio contributo e non solo alcune attività”. “Non solo manca del tutto una strategia – dice la presidente di Confcommercio Palermo -, ma anche le stesse disposizioni di chiusura, incoerenti e inique, rischiano di essere fallimentari non solo sul fronte del contenimento del contagio, ma anche di determinare l’acquisizione di spazi di mercato da parte di alcune attività, a scapito di quelle, già in forte difficoltà, obbligate alla chiusura”. C’è poi il capitolo dei ristori. “Sono indispensabili e sacrosanti gli aiuti! E aiuti adeguati alle perdite imposte! Per le attività che sonoin ginocchio, stremate, indebitate. Governo Conte e Governo Musumeci non credo abbiate molto in comune, ma avete entrambi grandi responsabilità e causato iniquità e inadempienze. Fuori da ipocriti paternalismi, occorre fare concretamente il proprio dovere da parte dicoloro che ci amministrano a tutti i livelli”, conclude Di Dio.
(Labitalia)

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