Medici senza frontiere, Aquarius termina operazioni

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“È un giorno buio. Non solo l’Europa ha fallito nel garantire la necessaria capacità di ricerca e soccorso, ma ha anche sabotato chi cercava di salvare vite umane. La fine di Aquarius vuol dire più morti in mare, più morti evitabili che avverranno senza alcun testimone.” Lo annuncia su Twitter Gabriele Eminente Direttore Generale MSF Italia ””Oggi l’Europa supporta direttamente i rimpatri forzati, mentre celebra presunti successi sulla migrazione. Dobbiamo essere chiari su cosa significano questi successi: mancanza di assistenza salvavita in mare, bambini, donne e uomini respinti nell’incubo della detenzione arbitraria in Libia senza alcuna concreta speranza di poter fuggire, la creazione di un clima che scoraggia qualunque nave dal rispondere all’obbligo di salvare vite in pericolo.” – Scrive invece Gabriele Eminente Direttore Generale MSF Italia. Poi parlando di “una scelta dolorosa, ma purtroppo obbligata, che lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili, senza alcun testimone”. “In un crescente clima di criminalizzazione dei migranti e di chi li aiuta, si perde di vista il principio stesso di umanità” afferma Claudia Lodesani di MSF. Inoltre sul sito si legge ancora – “La fine forzata delle attività della Aquarius avviene in un momento critico. Almeno 2.133 persone sono morte nel Mediterraneo quest’anno, la stragrande maggioranza era partita dalla Libia. Gli stati membri dell’Europa hanno alimentato terribili sofferenze consentendo alla guardia costiera libica di intercettare più di 14.000 persone in mare e riportarle forzatamente in Libia, in aperta violazione del diritto internazionale. Ma nel 2015, l’Europa aveva preso un impegno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: nessuna persona soccorsa in mare sarebbe stata costretta a tornare in Libia.”