Agrigento, sgominata filiera della marijuana

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E’ stato un drone a permettere ai Carabinieri della Stazione di Licata di scovare, ben nascoste tra gli alberi di cachi, oltre diecimila piante di canapa indiana. Così, nella notte tra il 17 e il 18 ottobre, i militari hanno fatto un blitz in un fondo agricolo nelle campagne di Naro, in provincia di Agrigento: sono state sequestrate oltre trenta tonnellate di marijuana, in parte già essiccata e pronta per essere venduta nelle piazze dedicate allo spaccio di droga. Si tratta di uno dei quantitativi di stupefacente più corposi mai rinvenuti in Sicilia: a testimoniarlo anche il valore al dettaglio del materiale sequestrato, che supera i quindici milioni di euro. Tre le persone arrestate, trovate anche in possesso di un’arma da fuoco. I Carabinieri di Licata avevano iniziato a sorvegliare l’area circa 45 giorni fa, utilizzando metodi investigativi tradizionali e anche la tecnologia di ultima generazione, come appunto il drone. Durante la conferenza stampa svoltasi al Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento, il colonnello Giovanni Pellegrino ha spiegato: ‘L’importante è aver tolto dalle piazze dello spaccio un enorme quantitativo di marijuana. Si tratta di un’operazione che parte dal controllo e dalla conoscenza perfetta del territorio da parte della Stazione Carabinieri e della Compagnia di Licata, che ha permesso di fare luce sull’esistenza di una vera e propria filiera dello stupefacente. Riteniamo di avere inferto un duro colpo a questo traffico’.

Il capitano della Compagnia di Licata, Francesco Lucarelli, ha aggiunto: ‘Non è stato facile individuare la maxi piantagione perché era ben nascosta tra ettari ed ettari di terreno fra Naro e Campobello di Licata. Quando abbiamo capito di chi fossero i terreni, abbiamo deciso di intervenire rapidamente e in maniera silenziosa. Non appena preso il primo soggetto, nel casolare dove sono state rinvenute la marijuana già confezionata e la pistola, non abbiamo fatto alcun rumore, tant’è che siamo arrivati al secondo essiccatoio dove sono stati sorpresi i due operai intenti alla lavorazione della marijuana che non si erano assolutamente resi conto dell’attività in corso’.