Sicilia Report
Direttore Paolo Zerbo
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Tra mito e storia a Erice arrivano i ‘Troiani di Sicilia’

Con un’origine contesa tra mito e storia – per lo storico Tucidide e il poeta Virgilio erano profughi dell’epica guerra di Troia – gli Elimi sono ad oggi la popolazione più misteriosa fra quelle vissute in Sicilia, intorno all’anno 1000 a.C., nella vallata del Belìce nei centri di Erice, Segesta, Entella, Poggioreale e Salemi, come documentano scavi antichi e recenti.  A loro è dedicata la mostra “I Troiani di Sicilia. La terra e le città degli Elimi”, in programma ad Erice (14 giugno – 3 novembre 2021), un progetto del Parco Archeologico di Segesta, diretto dall’archeologa Rossella Giglio, realizzato con il sostegno dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e in collaborazione con la Scuola Normale Superiore (SNS) di Pisa e la Fondazione “Ettore Majorana” di Erice, che ospiterà la mostra nelle sale dell’Istituto Wigner-San Francesco (visite tutti i giorni dalle 10.30 alle 19, ingresso libero). Ieri l’inaugurazione alla presenza dell’assessore regionale dei Beni culturali Alberto Samonà, Rossella Giglio, Lorenzo Zichichi (Fondazione Majorana). Il progetto espositivo è curato dalla direttrice Giglio insieme con un’equipe di studiosi della SNS: Anna Magnetto, docente di Storia Greca e direttore del Laboratorio Saet della SNS, Carmine Ampolo (storico) e Cecilia Parra (archeologa). La mostra, che sarà integrata in settembre da un convegno di studi internazionali, è articolata in due tempi, dapprima un’esposizione fotografica, con quaranta stampe di grande formato: ampie vedute aeree che, quasi fosse una perlustrazione geografica con Google Earth, consentiranno ai visitatori di mappare dall’alto territori e paesaggi abitati dagli Elimi, esplorando ossature di edifici e spettacolari monumenti eretti da questa antica popolazione. A seguire si entrerà nel vivo delle tracce lasciate dalla comunità degli Elimi con una mostra di reperti archeologici – statuette votive, decreti, epigrafi, mensole – provenienti dal museo di Contessa Entellina o dai depositi del Parco di Segesta e mai esposti.

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