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Uccise figlia di 2 anni: condannato all’ergastolo

Milano, 18 gen. – Kouao Jacob Danho, il 38enne di origine e ivoriane che il 22 giugno 2019, a Cremona, uccise a coltellate la figlia Gloria, di due anni, è stato condannato dai giudici della corte d’Assise all’ergastolo. Esclusa la premeditazione, riconosciute le aggravanti dell’aver agito per motivi abietti e futilie dal vincolo parentale. I giudici, che hanno accolto la richiesta del pm Vitina Pinto, hanno disposto un risarcimento danni di 100mila euro come provvisionale. La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni. “Siamo soddisfatti che non sia stata riconosciuta la premeditazione, attendiamo le motivazioni per un eventuale ricorso in cui torneremo a chiedere che venga valutata la sua condizione psichica e se fosse integra la sua capacità di intendere e di volere”, spiega all’Adnkronos l’avvocato Giuseppe Bodini che insieme al collega Michele Tolomini difende l’imputato. L’uomo, attualmente detenuto in carcere “dove studia e ha un comportamento esemplare”, ha assistito alla lettura del verdetto.

“Per la mamma, ancora molto provata dai fatti, è importante che sia stata accertata la responsabilità per il grave reato, commesso con estrema crudeltà verso la figlia”, sottolinea all’Adnkronos Elena Pisati, avvocato di parte civile dell’ex compagna di Danho. “Sotto il profilo giuridico è prematura ogni valutazione anche in merito all’esclusione della premeditazione in attesa del deposito della sentenza e della lettura delle motivazioni”, conclude il legale.

L’omicidio è avvenuto il 22 giugno 2019 nell’appartamento dell’uomo di via Massarotti dove l’operaio, “che aveva lavorato ininterrottamente il giorno prima e che ha due precedenti ricoveri legati a patologie psichiatriche”, ricorda Bodini, ha accoltellato la figlia due volte, una al fegato e una ai polmoni. La piccola si sarebbe potuta salvare se suo padre, che ha confessato il delitto tempo dopo i fatti, avesse chiamato subito i soccorsi.
(Adnkronos)

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