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Sindacati: avvio anno scolastico, disattese le linee guida nazionali e regionali

Cgil e Cisl: occorre convocare la conferenza provinciale, prevista dalle norme, per stilare un accordo di programma per stabilire e avere chiaro "chi deve fare cosa" e non procedere a ranghi sparsi. Dimenticato il tema della disabilità a scuola: occorre chiarezza su assistenti igienico-personali, progetti integrativi comunali e assistenti AsaCom

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CATANIA – Linee guida nazionali e regionali disattese e tema della disabilità dimenticata: sono più le ombre che le luci quelle che gravano sull’imminente avvio dell’anno scolastico, per quanto emerso dall’incontro che le segreterie provinciali di Cgil e Cisl, con le federazioni della scuola Flc Cgil e Cisl Scuola, hanno avuto oggi con la Prefettura.

«Ringraziamo la Prefettura – dicono i sindacati – per aver risposto al nostro appello di alcuni giorni fa, convocando, pur non avendone specifica competenza, in due giorni tutti gli attori interessati all’avvio dell’anno scolastico. Ma purtroppo, nonostante il resoconto della Prefettura riferisca l’impegno e la massima attenzione da parte degli Enti sul tema della scuola, le nostre preoccupazioni che avevamo rappresentato non sono rientrate. Accanto al resoconto dei lavori avviati per adeguare le strutture, oggi non c’è nessuna comunicazione di ciò che si sta facendo per il trasporto pubblico degli studenti e per gli alunni con disabilità».

«L’impressione è – aggiungono – che si stiano adoperando procedure ordinarie in una situazione che impone invece misure straordinarie. Come dimostra la decisione di alcuni dirigenti di istituto di iniziare l’anno scolastico addirittura il 10 settembre, solo per garantirsi la copertura delle 200 giornate di attività didattica, dimenticando gli oltre 8.000 studenti con disabilità, di cui 3.600 in stato di gravità, che necessitano di assistenza specialistica ed educativa continua. Un modo di affrontare la situazione a ranghi sparsi, che è la spia di come non si stiano tenendo in nessuna considerazione il piano scuola nazionale, adottato con decreto ministeriale del 26.06.2020, e delle Linee guida regionali emanate appositamente dall’assessorato competente in data 14.07.2020».

Per Cgil e Cisl, Flc Cgil e Cisl Scuola di Catania «ciò che manca è la prevista convocazione della conferenza provinciale, dove siano rappresentate tutte le voci degli attori in questione, non ultima la nostra, cioè quella dei rappresentanti dei lavoratori, degli alunni con disabilità e delle famiglie. Un organismo pensato per stabilire attraverso un accordo di programma chi deve fare cosa, piuttosto che andare avanti ciascuno per conto proprio come si sta facendo ora. Ecco perché, in applicazione delle disposizioni vigenti, ci rivolgiamo ancora una volta al responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale e, ora, al neo commissario della Città metropolitana, ai sindaci dei Comuni e all’Asp perché avviino con urgenza quanto stabilito dalle norme».

«L’altro grande problema non affrontato – sottolineano ancora – è il tema della disabilità, che già sta sollevando la forte reazione delle famiglie. Non abbiamo cioè contezza dei progetti integrativi migliorativi, come definiti dalla delibera di giunta regionale, approntati dai Comuni per affrontare il tema, tutto siciliano, di chi siano le competenze specialistiche per l’assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità. Per cui ribadiamo all’assessore Scavone la richiesta di emanazione di una circolare esplicativa, in accordo con l’USR (ufficio scolastico regionale), che costituisca un atto di indirizzo chiaro per gli enti territoriali circa le modalità di avvio dell’assistenza specialistica igienico-personale, come progetti migliorativi, assistenza senza la quale agli alunni con disabilità grave verrebbe negato un diritto fondamentale».

«Ai Comuni chiediamo di fare presto, perché la scuola inizi per tutti lo stesso giorno, senza esclusioni. A fronte di queste criticità ancora irrisolte, non riteniamo realistico un avvio per il 10 settembre, né per il 14. Ricordiamo che non ci devono essere cantieri aperti durante lo svolgimento delle lezioni, perché va tutelata la sicurezza degli alunni e di tutto il personale scolastico.

Per quanto riguarda i test sierologici, l’Ufficio scolastico provinciale (Usp) chiarisca una volta per tutte le modalità con le quali il personale scolastico vi si dovrà sottoporre e a chi rivolgersi. All’Asp, poi, chiediamo di concordare con l’USP e gli enti locali che i test, oltre che al personale delle scuole paritarie, vengano estesi anche ai circa 2000 assistenti igienico-personali e all’autonomia/comunicazione che operano nelle scuole pubbliche e nell’università».

«Oggi (venerdì 4) – concludono le segreterie provinciali di Cgil e Cisl, Flc Cgil e Cisl Scuola – chiederemo all’assessore regionale all’istruzione Lagalla di dare un’indicazione chiara e univoca sull’inizio dell’anno scolastico uguale per tutti e di invitare gli uffici provinciali scolastici a osservare la legge che la Regione stessa ha emanato e che viene disattesa».

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