Sicilia Report
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Sfida “Black out challenge” su Tik Tok, morte cerebrale per bimba di 10 anni

Osservatorio vittime: " Servono regole severe per vietare social ai bambini". Aperte due inchieste

Roma, 21 gen. – Non ce l’ha fatta la bimba di 10 anni ricoverata all’Ospedale dei Bambini di Palermo, dove era arrivata ieri sera in arresto cardiocircolatorio. I medici hanno constatato alle 13.30 lo stato di morte cerebrale. La piccola si trovava ricoverata inTerapia intensiva pediatrica in coma profondo e irreversibile a causa di “una prolungata anossia cerebrale”.

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I genitori hanno acconsentito al prelievo degli organi per donazione multipla. “Contestualmente, a cuore battente – spiegano dal nosocomio -, sono iniziate le procedure di accertamento previste dalla legge da parte dell’apposita commissione di clinici informandone l’autorità giudiziaria. Le procedure sono tutt’ora in corso per concludersi nelle prime ore di questa sera”. Intanto la Procura ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sulla morte della bimba, che, secondo le prime informazioni, sarebbe il tragico epilogo di una sfida estrema su Tik Tok, il ‘Black out challenge’. La bambina, infatti, è stata trovata in bagno prima di sensi con una corda stretta attorno al collo e l’altra estremità attaccata al porta asciugamani. Sulla vicenda indagala Polizia che ha sequestrato il cellulare della piccola.

“Vado a fare la doccia” avrebbe detto ai genitori. Quando la sorellina l’ha trovata in bagno, però, la bimbadi 10 anni morta oggi all’ospedale Di Cristina di Palermo era cianotica e priva di sensi. Aveva un’estremità della cintura dell’accappatoio legata al collo e l’altra al portasciugamani. Adesso ci sono due inchieste aperte. Una della Procura dei minori, coordinata dal procuratore Massimo Russo e dalla sostituta Paoletta Caltabellotta, l’altra dal procuratore aggiunto Laura Vaccaro. Fascicoli contro ignoti per istigazione al suicidio. I magistrati, infatti, vogliono capire se la morte della piccola sia il tragico epilogo di una sfida estrema su TikTok, il ‘Black out challenge’, una folle prova di resistenza che consiste nel restare il maggior tempo possibile senza respirare con una cintura stretta intorno al collo. Unaiuto alle indagini potrebbe arrivare dal cellulare della bambina, sequestrato dalla Polizia. Quando la bimba è arrivata ieri sera al pronto soccorso dell’ospedale, accompagnata dai genitori, era in arresto cardiocircolatorio e le sue condizioni sono apparse subito critiche.

“Innanzitutto, mi domando come mai una bambina di dieci anni avesse un profilo o accesso a Tik Tok, dato che si tratta di un social che, in base alle sue regole, consente l’iscrizione a partire dai 13 anni. Regole però non soggette a controlli particolari, e così basta ‘mentire’ sull’età e ci si iscrive. Non si vuole capire che i social non sono giocattoli per bambini, ma mondi virtuali in cui, spesso senza i dovuti controlli, vengono caricati video e immagini assolutamente non idonei a menti acerbe che non possono capire né i contenuti né le conseguenze cui vanno incontro partecipando a certe assurde sfide. E i genitori o gli adulti dovrebbero controllare, sempre, sia chi ‘seguono’ i loro figli, sia i loro followers”. Lo sottolinea l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime e Garante per la tutela delle vittime di reato di Regione Lombardia intervenendo sul caso della bambina di Palermo che ha rischiato la vita per una sorta di gioco/sfida su Tik Tok. “Oltre al fatto che servono regole severe che impediscano l’accesso a chi non ha l’età stabilita e che sanzionino in modo efficace chi pubblica e condivide contenuti che istigano alla violenza e all’autolesionismo”, ha concluso.

I medici sono riusciti a rianimarla e il suo cuore ha ripreso il battito. La tac, però, ha evidenziato “una situazione di coma profondo da encefalopatia post anossica prolungata”. Ricoverata in Terapia intensiva pediatrica, le sue condizioni sono rapidamente peggiorate e oggi alle 13.30 i sanitari hanno constatato lo stato di morte cerebrale. I genitori della piccola hanno acconsentito al prelievo degli organi per donazione multipla.

”Siamo davanti ad un evento tragico e rivolgiamo le nostre più sincere condoglianze e pensieri di vicinanza alla famiglia e agli amici di questa bambina. La sicurezza della community Tik Tok è la nostra priorità assoluta, per questo motivo non consentiamo alcun contenuto che incoraggi, promuova o esalti comportamenti che possano risultare dannosi”. “Utilizziamo diversi strumenti per identificare e rimuovere ogni contenuto che possa violare le nostre policy. Nonostante il nostro dipartimento dedicato alla sicurezza non abbia riscontrato alcuna evidenza di contenuti che possano aver incoraggiato un simile accadimento, continuiamo a monitorare attentamente la piattaforma come parte del nostro continuo impegno per mantenere la nostra community al sicuro. Siamo a disposizione delle autorità competenti per collaborare alle loro indagini.”

A dichiararlo un portavoce di TikTok in merito alla tragica morte della bimba di Palermo che si è soffocata accettando una sfida estrema sulla piattaforma.
(Adnkronos)

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