Sicilia Report
Notizie e media attraverso l'uso del fact-checking e data journalism

Potenza, truffe congegnate a case di riposo e asili nido: tra le 16 misure cautelari anche catanesi

Dalle indagini dei carabinieri è affiorato che i responsabili di asili nido e case di riposo "erano indotti, con minacce, a versare denaro su più carte di credito"

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA – Nella prima mattinata odierna, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza e condotte dai Carabinieri della locale Sezione di Polizia Giudiziaria, è stata data esecuzione, con ausilio di militari dei Comandi Provinciali di Torino, Catania, Brescia e Caserta ad una misura cautelare coercitiva personale disposta dal GIP del Tribunale di Potenza nei confronti di 16 persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, alla truffa aggravata, al riciclaggio ed all’autoriciclaggio.
Gli indagati, sono ritenuti a vario titolo gravemente indiziati di aver promosso, diretto, organizzato, partecipato o fornito concorso esterno ad una associazione per delinquere operante in tutto il territorio nazionale, finalizzata:
– all’estorsione in danno di enti religiosi e cooperative socio-assistenziali;
– alla truffa aggravata in danno di privati cittadini;
– al riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi dei citati reati allo scopo di ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.
L’indagine è stata avviata dalla denuncia sporta a settembre 2018 presso la Procura della Repubblica di Potenza dalla rappresentante legale di una scuola paritaria dell’infanzia di Oppido Lucano (PZ), la quale aveva già subito due estorsioni da un tale “dottor Messina”, e continuava a subire da questi minacce ed ulteriori richieste di versamenti. Gli accertamenti sono stati delegati da questa Procura ai Carabinieri della locale Sezione di Polizia Giudiziaria.
Attraverso intercettazioni telefoniche e riscontri documentali, è stata individuata un’organizzazione criminale composta da catanesi, alcuni dei quali residenti a Torino, e da piemontesi, spesso legati fra loro da vincoli di parentela, che agiva seguendo un “copione” consolidato:
1. uno dei due promotori dell’associazione, destinatario oggi della misura cautelare in carcere utilizzando una scheda telefonica intestata ad un inconsapevole straniero, telefonava da Torino ad asili nido e strutture assistenziali per anziani e disabili, ubicati su tutto il territorio nazionale, e si presentava quale “dottor Messina” ( o “dottor Fata”) “dell’ufficio scolastico regionale” ( o “del MIUR”); una volta ottenuto di parlare con un responsabile di quegli enti:
– rappresentava inesistenti errori nell’assegnazione dei contributi regionali (o ministeriali), convincendo gli interlocutori che la struttura contattata aveva percepito indebitamente 2490 euro1 in più rispetto al dovuto, in danno di un altro ente;
– proponeva una soluzione rapida, tramite bonifico su conto corrente postale, facendo credere all’interlocutore che l’iban fosse intestato al direttore dell’ente a cui spettavano di diritto i soldi, mentre in realtà era corrispondente ad una carta “Postepay Evolution” intestata ad uno degli indagati;
– minacciava il malcapitato che in caso di mancata adesione alla sua proposta, i contributi (spesso di vitale importanza per gli enti colpiti dal raggiro) non sarebbero stati erogati dalla Regione o dal Ministero fino alla primavera o all’estate dell’anno successivo.
2. ottenuto il versamento, in tempo reale i due promotori, da Torino, avvisavano i loro famigliari a Catania, affinché fosse prelevato immediatamente il denaro estorto, prima che i soggetti raggirati potessero ravvedersi e revocare il pagamento;
3. i reali intestatari e possessori delle carte Postepay allertati, andavano subito a prelevare il denaro, ne trattenevano la propria percentuale (tra il 20 e il 25 %), e lo trasferivano a loro volta su altre Postepay intestate ad ulteriori famigliari e/ o complici a Torino.

Commenti
Loading...

Questo sito usa dei cookie tecnici necessari al corretto funzionamento del sito stesso creati direttamente dalla piattaforma. Diamo per scontato che tu sia d'accordo, ma se vuoi puoi liberamente decidere di uscire. Accetto Approfondisci