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Polizia: catturato l’ultimo nomade componente del raid punitivo ad Adrano

Tutte le persone coinvolte nell’indagine per tentato omicidio fanno parte del cosiddetto gruppo dei “caminanti”, un gruppo nomade diffuso in Sicilia

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ADRANO (CT) – La polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Francesco Restivo, nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) il 09/03/1966, emessa dalla Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania.
Il Restivo era ricercato dal 20 maggio scorso ed è stato catturato al culmine di una complessa attività investigativa che ha visto impegnati gli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano nell’espletamento di mirati servizi di appostamento e di accurate perquisizioni domiciliari.
Si tratta di un altro indiziato emerso nell’ambito dell’inchiesta che aveva condotto al fermo di iniziativa da parte del personale del predetto Commissariato, il 16 maggio scorso, nei confronti di quattro persone ritenute responsabili di tentato duplice omicidio di una donna (M.R.) di anni 37 e di suo figlio (A.D.G.) di anni 19. I fermati allora sono stati Bartolo Restivo, di anni 56 (fratello dell’arrestato), Carmela Felice, di anni 51 (moglie dell’arrestato), Salvatore Restivo, di anni 24 (figlio dell’arrestato e di Carmela Felice) e Salvatore Restivo, di anni 31 (nipote dell’arrestato). Successivamente, nella serata di lunedì 18 maggio, sempre gli stessi Agenti avevano dato esecuzione al decreto di Fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Catania nei confronti di altri due coindagati nella medesima inchiesta. In tale circostanza i fermati erano stati Salvatore Restivo, di anni 58 (altro fratello dell’arrestato) e Fortunata D’Amico di anni 63 (compagna di quest’ultimo).
Il 21 maggio scorso si era costituito Giuseppe Restivo, di anni 32, altro nipote dell’arrestato, poiché colpito dalla medesima ordinanza di custodia cautelare in carcere che ha condotto all’arresto di Francesco Restivo.

Tutte le persone coinvolte nell’indagine fanno parte del cosiddetto gruppo dei “caminanti”, un gruppo nomade diffuso in Sicilia (la comunità più cospicua si trova nel comune di Noto, in provincia di Siracusa), stanziali nel territorio di Adrano ove un intero quartiere è popolato dal gruppo in questione.
La vicenda era scaturita da una banale lite intercorsa tra le vittime del tentato omicidio e la D’amico Fortunata, mamma nonché nonna delle vittime stesse, nel corso della quale queste ultime avevano osato rivolgersi con un linguaggio poco riguardoso nei confronti della D’Amico. Ecco che a quel punto interviene Restivo Salvatore, compagno della D’Amico, che in un primo momento prende a bastonate con un manico di scopa la figlia della sua compagna, e poi successivamente organizza una spedizione punitiva per tentare di uccidere lei e suo figlio. Insieme al proprio figlio, ai suoi due fratelli, alla cognata e a due nipoti infatti, si recano presso l’abitazione delle vittime tentando di ucciderli con colpi di arma da fuoco nonché con l’utilizzo di armi improprie quali sassi, una stecca da biliardo, un tondino in ferro e anche un’accetta, lanciati dalla strada all’indirizzo dei due malcapitati, che abitano al primo piano.
Sono stati ritrovati, infatti, i segni dell’impatto dei proiettili nel soffitto dell’abitazione, nonché gli strumenti atti ad offendere all’interno dell’abitazione stessa.

Restivo F.

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