Sicilia Report
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Catania
Palestra aperta nonostante i divieti, clienti senza mascherina e codici per l’accesso

I clienti sono stati trovati dai poliziotti nascosti in uno sgabuzzino, al proprietario veniva irrogata anche la sanzione accessoria della chiusura dell’attività per un periodo di cinque giorni

CATANIA – I poliziotti del Commissariato Borgo Ognina, nell’ambito dei servizi predisposti per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, hanno scoperto in pieno centro cittadino, in Via Gorizia, a pochi passa da Corso Italia, una palestra che in aperta violazione della normativa vigente, consentiva ai propri iscritti di continuare ad allenarsi regolarmente. Ad insospettire gli agenti, il via vai di persone, in tenuta ginnica nella strada ove la palestra è ubicata, soprattutto nelle ore serali, a partire dalle ore 18.

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Gli operatori di polizia, giunti sul posto, prima di fare irruzione all’interno della palestra, che dall’esterno appariva chiusa e con l’insegna spenta, notavano da una finestra che si affacciava su un cortile interno, numerose persone intente ad allenarsi in sala pesi, peraltro senza utilizzare alcun dispositivo di protezione individuale. Una volta fatto accesso all’interno della palestra, i poliziotti trovavano due personal trainer i quali sostenevano di essere li da soli per allenarsi. Certi che all’interno vi fossero anche altre persone gli agenti passavano al setaccio ogni angolo della palestra che risultava apparentemente deserta. Tuttavia, ad un tratto, veniva notato uno specchio che in realtà celava un sorta di passaggio segreto verso uno sgabuzzino allestito a deposito. E proprio lì dentro, ancora sudati ed in abbigliamento ginnico, al buio ed in rigoroso silenzio, si erano rifugiati i clienti della palestra, nella speranza di non essere scoperti dalla polizia.
Dalle dichiarazioni degli iscritti emergeva come la palestra, nonostante i divieti relativi alla normativa Covid, in realtà non avesse mai chiuso e che per accedervi occorreva una sorta codice segreto sonoro: bisognava infatti bussare contro la porta d’ingresso seguendo una certa cadenza, in modo da farsi riconoscere.

Per quanto accertato, nei confronti del titolare della palestra, dei personal trainer e dei clienti, scattava la sanzione amministrativa di 400 euro. Al proprietario veniva altresì irrogata la sanzione accessoria della chiusura dell’attività per un periodo di cinque giorni che sarà efficace al termine delle misure restrittive attualmente in vigore.

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