Palermo, si cerca il pediatra disperso a causa del maltempo

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Saranno celebrati domani, nella Cattedrale di Palermo, i funerali delle nove vittime di Casteldaccia, travolte dall’esondazione del fiume Milicia nella notte tra il 3 e il 4 novembre. Queste sono ore di dolore e angoscia anche per le sorti di Giuseppe Liotta, catapultato suo malgrado nel limbo dei dispersi a causa della furia delle acque. Liotta, stimato pediatra quarantenne, la sera del 3 novembre si trovava in auto per raggiungere l’ospedale di Corleone. Nonostante le pessime condizioni meteorologiche, l’uomo non ha esitato a mettersi in macchina per prendere servizio. Nel percorso, lungo 65 chilometri, da casa sua all’ospedale, il medico palermitano è stato però sorpreso da un fiume di acqua e fango: lui non si è perso d’animo e ha subito contattato telefonicamente la moglie Floriana, chiedendole di dare l’allarme e di fare geolocalizzare il suo cellulare. Da quel momento di Giuseppe Liotta si sono perse le tracce. In un tratto di strada compreso tra Ficuzza e Corleone i Vigili del Fuoco hanno ritrovato la sua auto, una Volkswagen Tiguan bianca, e il suo giubbotto. Del pediatra ancora nessuna traccia, nonostante siano stati utilizzati anche i droni per sorvolare l’area.

Le ricerche continuano e tutti, familiari e colleghi, si appendono con forza all’ultimo filo di speranza. Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’Ospedale Civico di Palermo (struttura presso cui Giuseppe Liotta ha lavorato con passione e grande professionalità prima di essere assunto a tempo indeterminato all’Ospedale dei Bianchi di Corleone), ha voluto affidare ai social il ricordo del collega disperso: ‘Giuseppe ha voluto essere medico e uomo fino alla fine. Pur di raggiungere il posto di lavoro – il reparto di Pediatria dell’ospedale di Corleone – ha deciso di prendere una scorciatoia in mezzo ai campi, devastati dall’alluvione. Purtroppo aveva fatto male i conti perché il destino, mascherato da un’onda di acqua e fango, lo ha travolto lasciandolo solo nelle campagne buie di Corleone. Lo abbiamo cercato – conclude Trizzino – e continueremo a farlo con tutte le nostre forze. Non vogliamo perdere la speranza di trovarti, Giuseppe!’.

Anche l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha espresso preoccupazione per questo caso: ‘Come tutti i siciliani sto seguendo sin dal primo momento, con molta apprensione, la vicenda del pediatra Giuseppe Liotta che, con straordinario senso del dovere, non ha esitato a mettere in pericolo la sua vita per recarsi sul posto di lavoro. Leggo sui social le tante belle parole che i colleghi stanno spendendo per Giuseppe, il cui senso del dovere supera la straordinarietà di un esempio: la sua vicenda sta toccando il cuore di tutti noi’.  Nel dramma che coinvolge Giuseppe Liotta, al danno si aggiunge la beffa: al giovane uomo, padre di famiglia, mancavano solo quindici chilometri per raggiungere il luogo di lavoro. Intanto a Palermo e a Corleone si continua a sperare.