Palermo ha ricordato Piersanti Mattarella, esempio di onestà

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Il 6 gennaio Palermo si è fermata per ricordare Piersanti Mattarella, presidente della Regione ucciso dalla mafia il giorno dell’Epifania del 1980. Anche 39 anni fa il 6 gennaio era una domenica, e Mattarella si stava recando a messa insieme alla moglie quando fu vilmente ucciso da sicari. Piersanti, fratello dell’attuale Capo dello Stato, pagò con la vita la sua illuminata azione politica riformatrice, orientata a liberare la Sicilia dal fardello mafioso. Alla commemorazione, svoltasi in via Libertà, erano presenti i familiari, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro, l’assessore regionale Gaetano Armao e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

La linea dura contro la mafia di Piersanti Mattarella è testimoniata anche da un episodio avvenuto nel 1978: poco dopo l’assassinio per mano mafiosa del giornalista Peppino Impastato, Mattarella si recò a Cinisi, luogo natale del giornalista. Qui pronunciò un discorso dai toni durissimi contro la mafia. Nel 1979, in occasione della Conferenza regionale dell’agricoltura, Mattarella appoggiò con coraggio il deputato Pio La Torre in ordine alle accuse di corruzione rivolte all’assessorato regionale all’Agricoltura.

Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali, ha affidato ai social il ricordo di Mattarella: ‘Piersanti Mattarella, il Presidente della Regione Sicilia, venne ucciso brutalmente davanti ai suoi familiari il 6 gennaio 1980. Voleva la nostra terra ‘con le carte in regola’ e lavorò per rompere le collusioni tra politica e mafia, ma quell’omicidio fu chiaramente un modo per impedire questo rinnovamento politico e culturale. L’antimafia di Piersanti Mattarella era nei fatti: nel lavoro onesto, negli appalti trasparenti, nell’esclusione delle clientele. Un esempio per tutti noi ancora oggi. Per questo, a distanza di 39 anni da quel giorno, siamo chiamati a far conoscere a tutti la sua storia, soprattutto ai più giovani. Il suo esempio di onestà non deve essere perduto. Ne abbiamo tanto bisogno’.

‘Mattarella – ha commentato il presidente della Regione Nello Musumeci – credeva profondamente nella capacità di riscatto della Sicilia: un’isola libera da condizionamenti mafiosi e fiera per la propria millenaria storia. Per farlo, con una visione innovativa e moderna per quei tempi, aveva messo al centro della sua azione politica una gestione della cosa pubblica oculata e trasparente. Ecco perché il 6 gennaio di ogni anno non può essere solo una viltà di calendario, ma deve rappresentare la testimonianza di un impegno che è soprattutto un esempio da seguire’.