HomeCronacaMorto il principe Filippo, un'intera vita come "sostegno e forza" per Elisabetta

Morto il principe Filippo, un’intera vita come “sostegno e forza” per Elisabetta

Londra, 9 apr. – Il principe Filippo, duca di Edimburgo, il più longevo consorte di un monarca nella storia britannica, si è spento all’età di 99 anni. Lo ha annunciato Buckingham Palace. “E’ con profondo dolore che Sua Maestà la Regina annuncia la morte del suo amato marito, Sua Altezza Reale, il PrincipeFilippo, Duca di Edimburgo. Sua Altezza Reale si è spento in pace questa mattina al Castello di Windsor”, recita il comunicato di Buckingham Palace.  Filippo, che avrebbe compiuto 100 anni il 10 giugno prossimo, era comparso in pubblico l’ultima volta lo scorso 16 marzo, mentre lasciava il King Edward VII Hospital di Londra, dove era stato ricoverato per riprendersi dall’intervento al cuore al quale si era sottoposto nel St Bartholomew’s Hospital. Il Duca di Edimburgo era stato ricoverato al King Edward VII Hospital il 16 febbraio per un periodo di “riposo e osservazione”, dopo avere sofferto un malore.  Ma la degenza era stata prolungata e Buckingham Palace aveva in seguito riferito che Filippo era in cura per un’infezione. Dopo 13 notti, era stato trasferito all’unità cardiaca del St Bartholomew’s per un trattamento specialistico. Il Palazzo aveva riferito che il 3 marzo Filippo si era sottoposto “con successo a una procedura per una condizione cardiaca pre- esistente”.

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All’uscita dal King Edward VII Hospital di Londra, Filippo era stato fotografato su una sedia a rotelle, prima di salire sull’auto che lo avrebbe portato al Castello di Windsor, per riunirsi alla regina Elisabetta, dopo aver trascorso 28 notti in ospedale, la sua degenza più lunga. In precedenza, ricorda il Telegraph, Filippo era stato visto l’ultima volta in pubblico nel luglio dello scorso anno, quando, nonostante l’età avanzata, aveva partecipato alla cerimonia del passaggio di consegne del suo ruolo di colonnello in capo del reggimento dei Rifles, dopo 67 anni di servizio.  Lo stesso mese, era anche stato fotografato al matrimonio della principessa Beatrice, mentre a giugno era stato fotografato al fianco della regina per il suo 99esimo compleanno. Lo scorso novembre era stata diffusa la sua ultima foto ufficiale, che lo ritraeva accanto alla regina al Castello di Windsor, mentre insieme ammiravano una cartolina fatta dai loro pronipoti, i principi George e Louis e la principessa Charlotte, per il loro 73esimo anniversario di matrimonio.  Dallo scorso marzo, Filippo aveva trascorso gran parte del suo tempo in isolamento al Castello di Windsor, come precauzione contro il Covid-19.

“Sono lo scopritore di targhe con maggiore esperienza al mondo”. La battuta, pronunciata durante l’ennesima cerimonia ufficiale, descrive appieno il principe Filippo, l’ironico e un po’ gaffeur consorte della regina Elisabetta. Dopo aver superato nel 2009 il traguardo del più longevo consorte di un regnante, nell’autunno del 2017 aveva lasciato la vita pubblica, limitando le sue apparizioni a rarissime occasioni. E anche se la sua è stata una vita di privilegi, i suoi impegni non sono stati da poco: 143 paesi visitati, 2.291 eventi a cui ha partecipato da solo oltre a quelli in coppia con la sovrana, patrono di 780 organizzazioni.      Sportivo, appassionato di scienza e tecnologia, ex ufficiale di marina, Filippo era nato a Corfù il 10 giugno del 1921. Suo padre era il principe Andrea, del casato Schleswig-Holstein-Sonderburg-Gluecksburg, fratello dell’allora re di Grecia, Costantino I, e sua madre la principessa Alice Battenberg, discendente della regina Vittoria d’Inghilterra. Quando Costantino, che discendeva dai re di Danimarca, fu costretto ad abdicare nel 1922,la sua famiglia fu espulsa dalla Grecia e condotta in Francia su un incrociatore britannico. Le cronache raccontano che il piccolo Filippo fu portato a bordo in una cassetta d’arance.  Filippo rimase in Francia fino al 1928, quando fu inviato bambino in una scuola privata in Gran Bretagna, affidato alla nonna Vittoria Alberta d’Assia e agli zii Louis e Giorgio Mountbatten. Il padre viveva a Montecarlo, mentre la madre fu ricoverata in una casa di cura per schizofrenia.

Al fianco della regina Elisabetta II d’Inghilterra nelle apparizioni in pubblico e suo “sostegno e forza” nella vita privata, il principe consorte Filippo, duca di Edimburgo, è stato legato alla sovrana dal lontano 20 novembre 1947 in cui la coppia reale si unì in matrimonio. Il primo incontro tra il principe ed Elisabetta avvenne nel 1939, durante una visita al collegio navale di Dartmouth, dove Filippo era un giovane cadetto.      Filippo ed Elisabetta iniziarono a scriversi e continuarono a farlo per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale, mentre il principe conduceva una brillante carriera militare, partecipando anche allo sbarco in Sicilia degli Alleati. Poco dopo il suo ritorno in Inghilterra nel 1946, fu annunciato il fidanzamento. Prima del matrimonio, Filippo diventò cittadino britannico e adottò il cognome dello zio britannico Lord Louis Mountbatten. dalle nozze, celebrate alla presenza di 2mila invitati nell’abbazia di Westminster, nacquero l’erede al trono, Carlo e altri tre figli, Anna, Andrea ed Edoardo.  Sempre a fianco della Regina, salvo una volta nel 1974 quando Elisabetta lo lasciò durante un viaggio in Australia richiamata in patria da elezioni anticipate, Filippo divenne noto anche per le numerose gaffes. Dai giovani inglesi descritti come “una massa di ignoranti”, alle cerimonie per le Olimpiadi “da abolire”, Filippo riuscì anche a consigliare ad uno studente britannico incontrato a Pechino, di non allungare la sua permanenza in Cina “per non rischiare di prendere gli stessi occhi a mandorla” e domandò a degli aborigeni australiani se tra loro si scagliassero ancora le frecce.

In occasione dei suoi 90 anni, Filippo confessò con franchezza “di non ricordare nomi e fatti”. Nella stessa occasione, dichiarò di voler uscire di scena “prima di arrivare alla data di scadenza”, spiegando in questo modo la decisione di abbandonare molte cariche onorifiche delle 800 a lui affidate, per “divertirmi un po’, senza pensare più a qualcosa da dire”.  Negli ultimi anni subì diversi ricoveri in ospedale, prima nel 2011 per un intervento ad un’arteria ostruita, poi nel 2012 per un’infezione urinaria che gli impedì di prendere parte ai festeggiamenti del Giubileo di Diamante della Regina. Nel giugno 2013 fu sottoposto a un intervento di chirurgia esplorativa all’addome che tenne ricoverato durante il suo compleanno. Più recentemente, nel 2019, mentre era alla guida rimase coinvolto in un incidente stradale nei pressi della tenuta reale di Sandringham. Con suo grande rammarico, fu costretto all’età di 97 anni a rinunciare alla patente.  Poi, nel 2020, complice anche il lockdown dovuto alla pandemia di coronavirus, trascorso insieme alla regina Elisabetta nel castello di Windsor, si diffusero voci sulla sua morte, il cui annuncio veniva rinviato a causa dell’emergenza che il Paese e il mondo intero stavano attraversando. Così non era, naturalmente, e a giugno, in occasione dei suoi 99 anni, Buckingham Palace diffuse una nuova foto ufficiale che ritraeva Elisabetta e Filippo, in uno dei cortili di Windsor, ancora una volta insieme.

Anche il Wwf Italia ricorda il Principe Filippo di Edimburgo, tra i padri fondatori dell’associazione del panda, presidente del Wwf Internazionale dal 1981 al 1996 e fino ad oggi presidente emerito. Fautore dell’incontro tra i movimenti ambientalisti e le grandi religioni monoteiste, Filippo venne in Italia in occasione del grande incontro interreligioso organizzato dal Wwf ad Assisi nel 1986.  Fulco Pratesi, presidente onorario e tra i fondatori del Wwf Italia, lo ricorda così: “Credo di poter dire di aver avuto un sincera amicizia con Filippo d’Edimburgo. Col primo presidente del Wwf Internazionale ho avuto modo di avere spesso incontri e di ammirare lasua semplicità, il suo humour. Il nostro comune passato (era più anziano di me di 13 anni) di cacciatori pentiti e l’amore per la natura mi consentirono di frequentarlo spesso”.  “Ricordo – continua Pratesi – negli anni 70 un’escursione al Parco Nazionale d’Abruzzo dove arrivò con un solo collaboratore e abitò con noi in un motel Agip che preferì al Grand Hotel dove abitavano i turisti ricchi. Poi in una lunga salita in montagna dove, miracolosamente, riuscimmo a osservare due orsi marsicani al pascolo che il marito della Regina riprese con una minuscola macchina fotografica”. Poi, un viaggio all’Oasi Wwf di Palo Laziale, invitati dalla principessa Nicoletta Odescalchi: “nell’auto dell’ambasciata britannica, mi chiese cosa significassero le schioppettate dei cacciatori che risuonavano lungo la via Aurelia. Ne fu indignato”, ricorda Pratesi.

In un volo nel suo aereo da Roma a Londra, “nel quale simetteva sempre alla cloche ai decolli e agli atterraggi, parlavamo di natura e di animali da salvare. In una delle visite al Wwf di Roma (nel 1995 incontrò tutto lo staff, visitando tutto l’ufficio) ci disse che se fosse stato distrutto il Colosseo, disponendo di disegni e rilievi, si sarebbe potuto in qualche modo ricostruirlo. Se si fosse estinto il rinoceronte indiano (allora in grave pericolo) nemmeno Dio avrebbe potuto rifarlo. La sua scomparsa – conclude Pratesi – lascia un grande vuoto nel Wwf”.  Il principe Filippo è stato fra i padri fondatori del WWF, voce appassionata, sostenitore e un esempio per il lavoro dell’organizzazione fin dalla sua creazione, in particolare nel periodo in cui ne fu presidente. Nel 1970, il Wwf ha intitolato a lui il suo più alto premio di conservazione, chiamato Duke of Edinburgh Conservation Award, per riconoscere e incoraggiare risultati significativi nel campo ambientale globale. Il principe è stato anche il primo presidente del Wwf-UK, dalla sua fondazione nel 1961 al 1982.      Il Duca di Edimburgo, ricorda Pavan Sukhdev, presidente del Wwf International, “è stato un instancabile ‘campione’ per la causa ambientale e per decenni un appassionato ambasciatore per le questioni di conservazione in tutto il mondo. Sua Altezza Reale ha aiutato a tracciare il corso del Wwf fin dal suo inizio, dando enormi contributi all’organizzazione. Nel corso di più di 50 anni, gli sforzi di Sua Altezza Reale, il Principe Filippo per conto del Wwf sono stati inestimabili: ha visitato i progetti Wwf in oltre cinquanta Paesi nei cinque continenti, promuovendo le questioni di conservazione ai più alti livelli governativi e aziendali, sostenendo la raccolta fondi e contribuendo alla crescita della consapevolezza sulle tematiche ambientali”.
(Adnkronos)

 

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