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Mafia: operazione “Iddu” dei Carabinieri, 21 arresti clan Santapaola-Ercolano

Indagate, a vario titolo, per i reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti per la zona di Riposto

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Catania, 17 set. – Dalle prime luci dell’alba oltre 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, nelle province di Catania, Milano e Lecce, su delega della Procura Distrettuale etnea, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 21 persone, indagate, a vario titolo, per i reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e lesioni pluriaggravate, tutti reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

L’indagine ha consentito di delineare la posizione apicale di Benedetto La Motta, 62 anni, referente per la zona di Riposto, nel catanese, della famiglia etnea di cosa nostra dei Santapaola Ercolano,nonché quella dei suoi più fedeli collaboratori tra i quali il 76enne Antonino Marano, noto come il ‘killer delle carceri’. L’operazione dei Carabinieri si inserisce nell’ambito di una precisa attività di contrasto avviata d’intesa con la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica etnea e posta in essere dall’Arma nei confronti della famiglia di ‘Cosa nostra’ catanese Santapaola-Ercolano sia nel capoluogo che nell’intera provincia, attraverso l’impiego delle componenti investigative altamente specializzate per il contrasto alle infiltrazioni del sodalizio nel settore delle attività economiche, nonché delle Compagnie Carabinieri per la disarticolazione dei gruppi mafiosi protesi al controllo diretto del territorio ed alla realizzazione delle ordinarie attività delittuose.

Le indagini che hanno disarticolato il gruppo criminale egemone nel comune di Riposto, inquadrato a pieno titolo in seno alla famiglia di Cosa -Nostra catanese dei Santapaola-Ercolano, hanno consentito di documentare le intimidazioni e i pestaggi commessi dagli indagati finalizzati ad imporre il controllo mafioso del territorio. Peraltro alcuni degli odierni indagati erano già stati individuati quali mandanti ed autori dell’omicidio del giovane Dario CHIAPPONE commesso nell’ottobre del 2016.

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