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Mafia, arrestato affiliato al clan “Cappello – Bonaccorsi” per estorsione

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CATANIA – Nella mattinata del 12 ottobre, su delega di questa Procura Distrettuale della Repubblica, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare della custodia in carcere, emessa in data 10.10.2019 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di:
1. GIUFFRIDA Andrea (classe 1980), pregiudicato,
ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti dell’attività di indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania e condotta dalla Squadra Mobile – Squadra Antiestorsioni che ha ricostruito il tentativo di estorsione commesso dall’indagato lo scorso mese di marzo in pregiudizio di un concessionario di motoveicoli, sedente nel centro cittadino.
Nell’occasione GIUFFRIDA, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dall’appartenenza al clan “Cappello – Bonaccorsi”, intimava al titolare della concessionaria il pagamento della somma di 5000 Euro in contanti, al fine di evitare ulteriori ripercussioni ad opera del gruppo criminale di riferimento. Nella circostanza il GIUFFRIDA non esitava a porre in essere una violenta aggressione fisica in danno della vittima, che si vedeva costretta a recarsi al pronto soccorso dove gli veniva riscontrato un trauma facciale e lesioni al cuoio capelluto.

Grazie alla decisione della persona offesa di denunciare i fatti alle FF.OO. la condotta criminosa non veniva portata a termine.
Al GIUFFRIDA è stata altresì contestata la circostanza aggravante di cui all’art. 71 del T.U. n. 159/2011 atteso che, nel periodo in contestazione, egli era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.
Il GIUFFRIDA è soggetto ritenuto intraneo al clan Cappello-Carateddi, avendo egli riportato condanna per il reato di cui all’art.416 bis c.p. nell’ambito della nota operazione denominata “Revenge”. Il G.I.P. in seno all’ordinanza ha infatti riconosciuto anche la specifica circostanza aggravante di aver commesso il fatto agendo come appartenente ad una associazione mafiosa.

Giuffrida A.

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